Manovra verso il Parlamento ma blindata

Dopo rinvii ed interruzioni la Commissione Bilancio del Senato dopo una seduta fiume di 14 ore ha dato il via libera alla manovra 2020 che  approderà in Aula per il voto di Palazzo Madama. la Commissione inoltre  ha dato mandato ai relatori Dario Stefano (PD) e Rossella Accoto (M5S) di riferire all’Aula sul provvedimento. Slitta ancora il voto in aula previsto per oggi  e rimandato a lunedì prossimo col voto di fiducia con la chiama programmata per le ore 15.15.
Dopo il via libera del Senato  Il provvedimento passerà a Montecitorio dove si prevede un cosiddetto ‘apri e chiudi’ senza possibilità di modificare il testo per poter essere approvato in via definitiva prima delle vacanze natalizie. Non c’è tempo per apportare modifiche e nonostante le proteste del presidente della Camera Roberto Fico per i testi blindati ed esaminati solo da una Camera, già successo per il decreto clima, sara’ impossibile per i deputati esaminare il testo della manovra.
Tante le novità inserite nel testo definitivo, a iniziare dallo slittamento della fine del mercato di maggior tutela per le bollette al 2022, prorogando così la data del 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022.
Nel dettaglio “il Ministero dello sviluppo economico, sentita l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) definisce, con apposito decreto da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, le modalità ed i criteri dell’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali tenendo altresì conto della necessità di concorrenza, pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato”.
Via libera anche per lo sconto fiscale per il rifacimento delle facciate, (tanto attesa dal mondo dell’edilizia)con una detrazione del 90% divisa in dieci anni “per le spese documentate, sostenute, nell’anno 2020, relative agli interventi, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici”. Il bonus però è stato riservato alle sole persone fisiche, escludendo i soggetti titolari di reddito d’impresa e ai titolari di reddito di lavoro autonomo, cioè gli alberghi.
Stravolta la norma sulla plastic tax, tanto  contestata dal mondo industriale. La versione definitiva entrata in manovra vede una diminuzione da 50 a 45 centesimi al chilo per la tassazione sui prodotti monouso tra cui viene reinserito il tetrapak. Dall’imposta, che entrerà in vigore a luglio, sono esclusi i prodotti in plastica riciclata e quelli composti da più materiali che abbiano una componente di plastica inferiore al 40%.
Confermata invece anche  la sugar tax, la tassa di 10 centesimi al litro sulle bevande analcoliche zuccherate, che scatterà dal primo ottobre 2020 e non dal 1° gennaio: lo slittamento comporterà un minor gettito di 175,3 milioni di euro con buona pace del mondo dell’industria che aveva contestato la norma.
Altro emendamento approvato è quello relativo agli investimenti previsti dal Piano Impresa 4.0 il super e l’iperammortamento che in manovra si trasformano in un credito d’imposta. In particolare, la norma stabilisce che per i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, è riconosciuto un credito d’imposta in cinque anni “nella misura del 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e nella misura del 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro”.
Per i beni immateriali, come il software, il credito d’imposta è riconosciuto “nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro“. Per tutti gli altri investimenti il credito d’imposta è del 6% “nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro” e per tre anni. La norma però esclude, oltre alle auto, capannoni e “i beni gratuitamente devolvibili” dei concessionari.
Saltata all’ultimo momento la norma sulla stretta sulle ‘finte prime case’: la commissione ha approvato la modifica all’emendamento alla manovra dei relatori cancellando la misura che prevedeva la possibilità per ogni nucleo familiare di indicare una sola abitazione come principale, sulla quale non pagare l’Imu, anche se la seconda casa si trovava fuori dal territorio comunale di residenza.
Tra i vari investimenti che entrano in manovra spicca il finanziamento da 60 milioni di euro per la manutenzione ordinaria di Venezia, attraverso la legge speciale del 1984 per la salvaguardia della città. Approvato altresì il bonus di 400 euro per il latte artificiale nei primi sei mesi di vita per aiutare nelle famiglie. La prossima settimana la manovra si chiuderà definitivamente e il parlamento chiuderà per le vacanze. Al rientro la verifica avvierà il tagliando del governo giallorosso. (Colomba Mongiello)

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *