Ilva, la protesta in piazza ma l’Altoforno 2 rischia il sequestro

Il Tribunale di Taranto ha rigettato la richiesta di proroga presentata dai commissari Ilva in amministrazione straordinaria sull’uso dell’Altoforno 2, già sequestrato e dissequestrato più volteL’impianto rischia ora un nuovo sequestro e il riavvio del cronoprogramma per lo spegnimento, visto che tra due giorni, 13 dicembre, scade il termine per mettere a norma l’altoforno. Ilva impugnerà il provvedimento davanti a Riesame.

“È una situazione paradossale e drammatica – dichiara il leader Uilm Rocco Palombella – Ogni giorno ce n’è una nuova senza che il Governo dia una linea unica e agisca di conseguenza. Tutto questo inasprisce un clima pesante e si continua a gettare benzina sul fuoco su una situazione già esplosiva”. Per il leader Cgil Maurizio Landini “è un’azienda strategica per il Paese, è importante che ci sia la presenza dello Stato. I lavoratori sono in sciopero e domani riempiranno Roma con una presenza importante anche di Cgil, Cisl e Uil. Ribadiamo che c’è un accordo che va fatto rispettare: nessun esubero, nessun licenziamento e dentro questo schema il ruolo del governo deve garantire un progetto industriale degno di questo nome e di difesa dell’occupazione”. È la reazione dei sindacati che ieri sono scesi in piazza a Roma per protestare.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *