Bonafede non cede sulla prescrizione, l’Anm è con lui

Il ministro della Giustizia non cede sulla riforma della prescrizione. E incassa l’ok dell’Associazione nazionale magistrati, che rettifica il tiro dopo aver segnalato ieri possibili squilibri se l’intervento non sara’ accompagnato da riforme organiche. Una presa di posizione accolta con soddisfazione dal M5s.”Abbiamo letto tante strumentalizzazioni e cose inesatte in questi giorni, percio’ siamo soddisfatti di apprendere che, per il presidente dell’Anm Luca Poniz, la riforma va benissimo cosi’ e che produrra’ effetti positivi. Inoltre ha precisato che non serve rinviare la riforma, che quindi puo’ come previsto entrare in vigore il 1 gennaio”, affermano i portavoce del Movimento di Camera e Senato. Al congresso dell’Anm il ministro parla della prescrizione, che resta il principale ostacolo a un accordo con gli alleati sulla riforma della giustizia. Ma anche di un altro pilastro del suo progetto su cui e’ invece disposto a cedere: il sorteggio per la composizione del Csm, visto come fumo negli occhi dai magistrati e contrastato anche dagli alleati di governo.Un dissenso ribadito dal vice presidente del Csm all’assise dei magistrati. Che i metodi di elezione del Csm siano da rinnovare non c’e’ dubbio alcuno ma, dice Ermini, sarebbe bene evitare di affidarsi a “metodi cabalistici” che “deresponsabilizzano e hanno in se’ evidente il tratto della sfiducia nei confronti dei magistrati”. Poi e’ il Guardasigilli, a margine del suo intervento che ha contenuto piu’ di una parola tesa al dialogo riscuotendo applausi, ad assicurare: “Non voglio sbilanciarmi ma molto probabilmente nel nuovo sistema elettorale del Csm non ci sara’ alcun meccanismo di sorteggio. Ci sono sistemi elettorali che meglio del sorteggio possono eliminare la possibilita’ di disfunzioni del sistema elettorale nel Csm” ed e’ “l’idea che vedo crescere: e’ quella per esempio del ballottaggio in collegi piccoli tra i magistrati che ottengono piu’ voti. Il ballottaggio rende un po’ piu’ complicata la possibilita’ di quelle degenerazioni che purtroppo in passato abbiamo visto”. Comunque, dice Bonafede, “per me e’ importante concepire un sistema elettorale che mette fine alle degenerazioni della correntismo”. I riferimenti allo scandalo che ha travolto, ma non abbattuto, la magistratura si sprecano. Ne parla esplicitamente anche Ermini, che dice che Palazzo dei marescialli “e’ e deve restare ‘zona smilitarizzata’, sottratta e estranea all’influenza delle correnti e dei partiti: non devono trovare spazio insistenze e sollecitazioni nei confronti dei consiglieri, non devono esistere pellegrinaggi di singoli candidati e indecorose questue per incarichi direttivi o semidirettivi”. Ed e’ sempre Ermini ad esternare dubbi sulla riforma della prescrizione, contro la quale da lunedi’ incroceranno nuovamente le braccia per una settimana gli avvocati dell’Unione delle Camere penali. “L’entrata in vigore della prescrizione senza che vi siano dei provvedimenti che possono oggettivamente accorciare i tempi dei processi puo’ creare squilibri” avverte, il numero due di Palazzo dei marescialli. Gli risponde Bonafede: “A me sembra che siamo tutti d’accordo e che pero’ alla fine si continua a tenere in stallo una situazione che andrebbe sbloccata. Ho ascoltato le dichiarazioni anche di esponenti del Pd e mi risulta che ci sia non tanto un riferimento alla prescrizione quanto la necessita’ di garantire la velocita’ del processo. Norme che sono nel progetto di riforma che ho portato all’attenzione della maggioranza due mesi fa. Vogliamo lavorare per migliorare quello? E’ da due mesi che aspetto contributi di questo tipo. E sono disposto a lavorarci ancora di piu'”. “Il governo dura se fa le cose e se si supera la fase delle letture dietrologiche e complotti” avverte il vicesegretario del Pd Andrea Orlando,che mette anche la prescrizione tra i temi di valore solo simbolico per i Cinquestelle. E insiste: “se si fa la prescrizione al primo grado bisogna avere delle certezze su quanto dura un processo”. 

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