Il “salva Bebè” è legge ma come prendersi cura dei bambini?

Il 7 Novembre 2019 è entrato in vigore il decreto legge n. 117/2018 in merito l’obbligo di installazione di dispositivi così da prevenire l’abbandono di bambini in veicoli chiusi.

Negli ultimi 12 anni, in Italia, si sono verificati ben 8 casi di bambini dimenticati in auto dai loro genitori, deceduti principalmente per asfissia a causa delle alte temperature. Non tutti sanno infatti, che la temperatura di un veicolo può aumentare di 15 gradi ogni 15 minuti, e nell’80% dei casi, questo avviene proprio nel giro di 10 minuti.

A volte quindi il movente è la noncuranza del genitore che pensa di lasciare il bambino in auto per un tempo breve, per sbrigare commissioni “veloci”, che però in certi casi può risultargli fatale per le ragioni appena esposte. Nella maggior parte dei casi però, quello del parente o della persona che si prende cura del bambino in quel momento, non è un abbandono volontario: si tratta di un’amnesia momentanea, che gli esperti identificano come una sorta di black out a cui va incontro il nostro cervello. Le cause vanno ricercate soprattutto nello stress o quando vengono compiute azioni diverse dalla solita routine quotidiana, che provocano un momentaneo fallimento della memoria prospettica.

La legge, nota come “salva Bebè”, è stata introdotta col fine di impedire che casi di questo genere possano ripetersi ancora.

Ma in cosa consistono questi sistemi anti abbandono per auto?

La norma prevede due soluzioni per i conducenti che devono trasportare con se dei bambini con età inferiore ai 4 anni:

– l’acquisto di un seggiolino con dispositivo anti abbandono già integrato;

– l’acquisto di un dispositivo anti abbandono con cui rendere, conforme a legge, il seggiolino già a disposizione.

Sia che si scelga un sistema integrato o da integrare, è importante che abbia le seguenti caratteristiche:

  • deve essere collegato allo smartphone del conducente , ma anche di altre 3 persone a scelta, in modo che possano essere allertate, tramite messaggio o chiamata, in caso di allontanamento involontario dal veicolo con ancora il bambino a bordo;
  • deve attivarsi in maniera automatica, senza che il genitore o chi abbia in custodia il minore, svolga un’azione particolare;
  • deve emettere un segnale di allarme, percettibile sia all’interno che all’esterno dei veicolo, in modo da attirare l’attenzione non solo del conducente, ma anche di chi si trova nei pressi dell’auto. I segnali devono essere di tipo visivo, acustico e aptici;
  • deve segnalare il livello basso di batteria, nel caso ne fosse dotato.

Chi non rispetta la legge, va incontro a dure sanzioni amministrative che vanno dal pagamento di una multa, che può andare dagli 83 a 333 euro, e la decurtazione di 5 punti dalla patente. Se entro due anni lo stesso conducente si dimostra recidivo, ricevendo una seconda sanzione per non aver rispettato la legge in questione, la patente verrà sospesa per un periodo che va dai 15 giorni ai 2 mesi.

Per consentire l’adeguamento agli obblighi di sicurezza previsti dal decreto, il Governo sta lavorando ad un nuova moratoria, per far slittare l’applicazione delle multe a marzo 2020. Inoltre lo Stato ha fissato un contributo di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato dalle famiglie, fino però ad esaurimenti fondi.

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