Giustizia, Pd avverte Bonafede: senza accordo su processi, rinvio prescrizione

“Senza un accordo su come accelerare il processo diventa inevitabile il rinvio della legge di Bonafede sulla prescrizione”. Dopo l’ennesima fumata nera sulla riforma della giustizia, andata in scena nel vertice di maggioranza di martedì sera a palazzo Chigi, è il vicesegretario Pd Andrea Orlando a mettere le cose in chiaro e avvertire gli alleati pentastellati. “Se la prescrizione viene bloccata dopo la sentenza di primo grado, lo Stato si deve assumere l’onere di garantire ai cittadini tempi certi del processo”, è la linea del numero due del Nazareno. I dem non vogliono rompere. Su questo, è sicuro Orlando, “non salterà il governo”, ma, insiste, “credo sia interesse di Bonafede trovare un accordo, altrimenti in Aula quel punto sarà cambiato inevitabilmente”. Dello stesso avviso anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Gorgis: “L’impegno è trovare una soluzione, dal momento che tutti concordiamo che un processo non possa avere una durata illimitata – premette – Anche perché sarebbe in contrasto con la ragionevole durata sancita dalla Costituzione. Nessuno dice il contrario e per questo penso che raggiungeremo un accordo. Basta attenersi al merito degli argomenti, senza concessioni alla propaganda che non è mai foriera di buone leggi. Soprattutto nel campo della giustizia”. I dem reputano “insufficiente” la proposta presentata da Bonafede del corso dell’ultimo incontro che ha messo sul tavolo la corsia preferenziale nel grado di appello se in primo grado ci fosse assoluzione e il massimo dell’indennizzo PREVISTO dalla legge Pinto a chi dovesse essere condannato in appello se si sforassero i tempi previsti. “Non sono antidoti veri a dare ai processi tempi certi”, è il ragionamento. Nel corso del faccia a faccia a palazzo Chigi la delegazione Pd composta da Giorgis, Bordo e Bazoli ha proposto di dare un tempo diverso a seconda dei processi, un massimo di durata. “Se non rispetta i tempi la competenza va al procuratore generale, se i tempi sono più lunghi si può pensare alla riduzione delle pene o estinguere il processo”, spiega Orlando.In assenza di un accordo sui tempi, è la linea del Nazareno, l’entrata in vigore della prescrizione il prossimo primo gennaio, così come PREVISTO dalla legge ‘Spazza corrotti’, va rinviata. Del resto, ragionano i dem, anche nella presentazione della legge sulla prescrizione si prevede che entri in vigore dopo la riforma del processo penale, che ancora non è stata fatta. Se la spaccatura interna alla maggioranza non dovesse ricomporsi, poi, c’è lo spettro che si trasferisca anche in aula. A inizio dicembre, infatti, l’assemblea di Montecitorio sarà chiamata a esprimersi sulla proposta di Enrico Costa che mira a cancellare la prescrizione. Il Pd voterà una legge targata FI sulla giustizia pur di bloccare Bonafede? ” È una valutazione che non abbiamo ancora fatto e che dovrà essere fatta dai gruppi – risponde Orlando – Io credo che non sarebbe opportuno. Ma anche questo dovrebbe spingere la maggioranza a trovare una linea comune”. I dem, in ogni caso, sperano nella mediazione del presidente del Consiglio Giuseppe. “Fin qui Bonafede e Di Maio hanno tenuto il punto – viene spiegato – ma il M5S non può pensare di considerare come irrinunciabile ogni sua bandierina”. ( Nadia Pietrafitta, LaPresse)

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