La notte della riforma della giustizia

“Non si può più rinviare la riforma della Giustizia. I cittadini aspettano da decenni e non potremmo più spiegare loro una proroga. La maggioranza si è impegnata, ora è il momento di partire”. Alfonso Bonafede manda un messaggio chiaro agli alleati prima di sedere al tavolo del nuovo vertice di maggioranza sulla riforma della giustizia. L’appuntamento è per le 21, ma l’aereo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte atterra da Berlino alle 20.45 quindi si comincia intorno alle 22. Il Guardasigilli spera in un confronto “risolutivo”, ma le posizioni di partenza sono ancora una volta (molto) distanti.Il nodo da sciogliere rimane quello della prescrizione. Pd e Iv, nel corso del vertice di giovedì scorso, hanno ribadito al ministro la loro ferma contrarietà al blocco delle lancette per i processi dopo il giudizio di primo grado che, come previsto nella legge Spazza corrotti votata con la Lega, scatterà il primo gennaio 2020. I dem hanno proposto di introdurre dei meccanismi di garanzia dei tempi di ciascun grado processuale, insistendo sul principio secondo il quale un dibattimento non può comunque avere una durata illimitata. Bonafede insiste sull’impossibilità di intervenire sugli effetti dello ‘spazza corrotti’, definita “una bandiera” del Movimento. Per gli alleati, però, la questione prescrizione resta “pregiudiziale”. Pd, Iv e Leu chiedono tempo, pensando a sei mesi di proroga per l’entrata in vigore o di inserire nella delega una formula per cui la prescrizione si blocchi quando entrano in vigore i decreti attuativi della riforma.Conte, comunque, è intenzionato a ‘chiudere’ la partita, mediando – se sarà il caso – fino a mattina. La riforma dei processi ha contribuito, secondo alcuni, a far cadere il governo gialloverde e, in un momento così delicato della vita della nuova maggioranza giallorossa – con la manovra da approvare in Parlamento -, ulteriori scossoni non farebbero bene al Governo.

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