Decaro sindaco d’Italia, Mattarella raccomanda collaborazione

“I Comuni non sono la periferia della Repubblica ma la base della Repubblica”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi ad Arezzo, nel discorso di saluto ai sindaci che partecipano ai lavori dell’assemblea congressuale dell’Anci, ha sottolineato il ruolo centrale dei Comuni nella vita del Paese, ricordando che “costituiscono un tratto essenziale della nostra identità nazionale e, posti come sono alle radici dell’ordinamento, lo alimentano in virtù della rappresentatività e della maggiore vicinanza con le concrete comunità di vita”, e ammonendo che “non può esistere un’efficace strategia pubblica che escluda i Comuni o che li tenga ai margini”.Un discorso, quello del capo dello Stato, che affrontando molti temi ha sempre sottolineato l’importanza del ruolo dei Comuni e dei sindaci, a partire dallo sviluppo sostenibile che “è il grande impegno per il nostro Paese e per l’intera Europa” e per il quale “tutte le istituzioni, e a tutti i livelli, devono sentirsi partecipi e costruttrici di una nuova qualità della crescita civile, sociale ed economica”. Secondo Mattarella, “le città sono un motore decisivo di trasformazione”, ma “non potremmo neppure parlare di ‘smart city’ se trascurassimo la necessaria riqualificazione e la sicurezza delle periferie”. Per questo, ha aggiunto che “è quanto mai opportuno, come sostiene l’Anci, che gli interventi in favore delle periferie urbane abbiano un concreto rilancio sul piano nazionale, e che riescano a integrarsi con adeguate misure sociali e di welfare”, e che “i Comuni possono fare molto se non lasciati soli”.Il presidente della Repubblica ha affermato che “è necessario dar seguito, con impegno, al percorso avviato con la legge sui Piccoli Comuni”, anche perché “sarebbe gravemente sbagliato rassegnarsi a un’Italia a più velocità”. Agevolare il compito dei sindaci è una necessità, secondo Mattarella “Sindaci e amministratori locali – ha detto – vanno messi nelle condizioni di poter operare a vantaggio delle loro comunità. L’Anci ha tradotto le sue proposte di semplificazione, riassunte nella campagna ‘Liberiamo i Sindaci’, in una iniziativa legislativa che merita grande attenzione e che mi auguro riesca ad agevolare il mandato dei sindaci, superando procedure anacronistiche e inutilmente onerose”.Il capo dello Stato ha ricordato che ai Comuni “sono stati chiesti sacrifici rilevanti negli anni più duri del risanamento”, ma ora devono essere messi in condizione di garantire servizi essenziali . “I Comuni – ha osservato – possono contribuire alla ripresa, dopo la lunga crisi e la stagione di bassa crescita. Se il rilancio degli investimenti è uno dei vettori più importanti, i Comuni dispongono di leve tra le più preziose. Queste leve vanno azionate. Migliaia di opere piccole e medie possono comporre un importante volano, economico e sociale, e la disponibilità di finanziamenti deve ora accelerare lo sblocco e i tempi di avvio”. Mattarella ha sostenuto che “un sistema di autonomie non è un insieme di cellule non comunicanti” e “anche per questo, per rendere più efficiente il pluralismo delle nostre istituzioni, si avverte oggi la necessità di ricomporre, con il più ampio consenso possibile, il quadro e la disciplina degli enti locali, delle Città metropolitane e delle Province. Nel momento in cui si discute, com’è necessario, dell’autonomia differenziata delle Regioni e delle garanzie di unità nazionale e di solidarietà tra territori, è indispensabile risolvere il tema del riordino degli enti più vicini ai cittadini, alle loro necessità, ai loro servizi essenziali”. Mattarella, infine, esprimendo solidarietà ai sindaci e alle comunità duramente colpite dall’ondata di maltempo, dai terremoti, da catastrofi come il crollo del ponte Morandi a Genova, ha detto ricordato che la solidarietà concreta e tangibile “contribuisce alla sicurezza”.Antonio Decaro, sindaco di Bari riconfermato oggi per acclamazione alla presidenza dell’Anci, ha sottolineato come la vicinanza e l’attenzione del capo dello Stato “è il riconoscimento della centralità dei Comuni nel sistema politico-istituzionale e nella vita del Paese”. Secondo Decaro, Mattarella ha saputo indicare “in più di un’occasione la rotta, che ha come coordinate il senso delle istituzioni, il rispetto dei valori e dei principi della nostra Costituzione, l’amore per i nostri territori e per le nostre comunità, i diritti dei sindaci e dei cittadini e il senso profondo e inviolabile del principio di umanità”. Anche il presidente dell’Anci ha posto l’accento sul problema delle periferie “vera emergenza italiana, un’emergenza di cui lo Stato ha il dovere di occuparsi”, ribadendo la necessità che “il Fondo per la riqualificazione delle periferie diventi un intervento strutturale e prioritario”, e ha rilanciato la proposta di un’indennità minima per i sindaci “perché la stragrande maggioranza dei sindaci dei piccoli Comuni percepisce un’indennità minore di quella che prenderebbe se accedesse al reddito di cittadinanza”.Decaro ha voluto evidenziare la solidarietà dell’Anci a Liliana Segre. “Il 10 dicembre, in occasione dell’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, noi tutti, senza distinzioni – ha annunciato -, saremo a Milano, insieme a Liliana Segre per farle sentire la nostra vicinanza, il nostro affetto, la nostra condivisione per un impegno quotidiano contro ogni forma di violenza e di sopraffazione.Saremo lì, indossando le nostre fasce, per manifestare il nostro disprezzo e la nostra vergogna per quello che lei e le tantissime vittime della Shoah hanno dovuto subire. Lei non sarà sola, senatrice. Noi sindaci, tutti, senza distinzioni, saremo la sua scorta civica”.Infine, ha rivendicato con orgoglio l’unità tra i sindaci. “Siamo un gruppo di amministratori straordinari – ha affermato -, un’assemblea straordinaria in un momento in cui la politica nazionale si divide e alza la voce per rappresentare parte. Noi siamo uniti perché Anci non sarà mai un partito, ma una comunità, la comunità delle comunità. Siamo senza colore politico perché uno non basta, ce ne vogliono tre: il bianco il rosso e il verde della fascia tricolore che indossiamo”. (Francesco Bongiovanni, LaPresse)

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