Valanga di emendamenti sulla Manovra che sfocia in Parlamento

Dopo il tira e molla all’interno del Governo, il dibattito sulla manovra si sposta in Parlamento, dove vengono presentati una valanga di emendamenti. Dalla maggioranza arrivano proposte da LeU, Pd, M5S e Italia Viva. I dem depositano 921 testi, i pentastellati 435, i renziani 240: sono tanti, e allontanano l’idea di una linea comune. In totale ci sono 4.550 emendamenti presentati, ma la commissione Bilancio al Senato è orientata ad esaminare solo quelli segnalati dai gruppi, riducendoli a circa 600. Su alcuni ci sarà convergenza, soprattutto per rivedere verso il basso e spegnere il malcontento delle ultime settimane. Altre proposte, invece, serviranno a innalzare le ormai famose bandierine dei vari partiti, con il rischio di diventare un incidente per l’esecutivo.Se il premier Giuseppe Conte bolla come falsità la descrizione della manovra come pacchetto di nuove tasse, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ostenta ottimismo, sostenendo che la presentazione di tanti emendamenti è una notizia ricorrente, un po’ “come il caldo e le città deserte a Ferragosto”. Insomma, alla fine si arriverà ad un testo definitivo, frutto del dialogo tra Governo e Parlamento. E in via XX Settembre, aggiunge il ministro, si resta in contatto costante con deputati e senatori per trovare la quadra su auto aziendali, Sugar e Plastic Tax.Però, mentre in Senato si valuta l’ammissibilità dei testi, altrove continuano i battibecchi tra le diverse anime della maggioranza. Italia Viva, con il deputato Luigi Marattin, punta il dito contro la viceministra pentastellata Laura Castelli, da cui sarebbe arrivata l’idea di tassare le auto aziendali concesse ad uso promiscuo. La replica di Castelli non si fa attendere. La viceministra spiega di non aver mai pensato la norma così come è stata scritta. Quindi, rivolta a Marattin, dice che non sarebbe male se si iniziasse a lavorare con spirito di squadra. Italia Viva, però, promette battaglia. Nel presentare gli emendamenti spiega di lavorare all’insegna di un doppio No: a nuove tasse e a Quota 100. I Sì, invece, vengono riservati a giovani famiglie, lavoro, sicurezza ambientale, equità sociale, sviluppo economico.Il botta e risposta si infiamma quando interviene il capo pentastellato Luigi Di Maio: “Quota 100 non si tocca – tuona su Facebook -. Il MoVimento 5 Stelle l’ha difesa una volta e lo farà di nuovo. Se qualcuno pensa di riportare la Fornero, ha capito male”. Di Maio difende poi la Plastic Tax, mentre Gualtieri sottolinea che la tassa sarà modificata restando “un incentivo alla riduzione della plastica e, allo stesso tempo, un incentivo al riciclo”.Di fronte alla cacofonia della maggioranza, l’opposizione gongola e si aspetta un passo falso, magari proprio su un emendamento preparato dagli avversari. Non a caso, Fratelli d’Italia e Lega propongono entrambi emendamenti per reintrodurre lo scudo penale sull’ex Ilva. Il partito di Giorgia Meloni, poi, vorrebbe l’Iva agevolata al 4% sui prodotti per la prima infanzia e la riduzione delle commissioni bancarie per i pagamenti con Pos. Il Carroccio chiede poi di stanziare fondi per salvare Venezia, con un miliardo per la città e 100 milioni per la manutenzione del Mose. Sulla sicurezza, invece, si spinge per ripristinare il ‘Fondo Salvini’ che destina 400 milioni per i comuni. Lo stesso Capitano, domani, sarà in Senato per illustrare la sua ‘contro-manovra.Dal Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lancia un monito sulla stabilità finanziaria, il risanamento del debito, e la certezza del diritto, cioé “obiettivi cui tendere, con continuità e coerenza, per garantire adeguate prospettive e condizioni di crescita economica e sociale del Paese nonché l’equità intergenerazionale”, sottolinea ricevendo i magistrati di nuova nomina della Corte dei conti.

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