Ilva, primi accertamenti su Mittal dalla Procura di Taranto

Sul caso ArcelorMittal, dopo aver avviato l’inchiesta contro ignoti, prefigurando l’ipotesi di reato di distruzione di materie prime o prodotti industriali, e di mezzi di produzione con danni all’economia nazionale (articolo 499 del Codice penale), la Procura di Taranto potrebbe ordinare gia’ da domani le prime ispezioni nel siderurgico di Taranto. “E’ una cosa seria, ci stiamo gia’ muovendo” ha commentato il procuratore capo di Taranto, Capristo, un’ora dopo aver ricevuto, insieme al procuratore aggiunto, Carbone, i commissari dell’amministrazione straordinaria Ilva, Ardito, Danovi e Lupo, che gli hanno consegnato un esposto-denuncia dove indicano, da parte di ArcelorMittal, comportamenti lesivi dell’economia nazionale. E nel giro di poche ore dalla ricezione dell’esposto-denuncia dei commissari Ilva, l’inchiesta della Procura di Taranto ha mosso i primi passi indicando gia’ il terreno di indagine, quello su cui saranno fatti gli approfondimenti. Non ci sono per il momento indagati, e’ vero, ma l’ipotesi di reato e’ stata individuata. 

Su altro piano c’e’ poi anche l’inchiesta della Procura di Milano che, a seguito del deposito al Tribunale di Milano del ricorso cautelare urgente di Ilva in as contro l’atto di citazione di ArcelorMittal (in quest’ultimo si conferma in sostanza il recesso dal contratto di fitto del gruppo siderurgico), ha ritenuto di dover intervenire aprendo un’inchiesta (senza indagati e ipotesi di reato al momento) a tutela dell’interesse nazionale.Uno dei fari che la Procura di Taranto ha acceso riguarda il magazzino dell’ex Ilva. Si parte dal fatto che con la cessione ad ArcelorMittal il 30 ottobre 2018 la multinazionale ha avuto un magazzino materie prime del valore di 500 milioni ed uno di pezzi di ricambio per 100 milioni circa. E magazzini cosi’ ampi, osservano fonti vicine al dossier, non si consumano certo in un anno. Perche’ questo e’ il tempo sinora trascorso dal subentro di ArcelorMittal all’amministrazione straordinaria. Negli ultimi giorni si sono ripetutamente sollevati da piu’ parti allarmi relativamente allo svuotamento dei magazzini e all’imbarco dei coils (i rotoli di acciaio, il prodotto di punta del siderurgico di Taranto) per altre destinazioni, Spagna si e’ detto pure. Ma cosa realmente e’ accaduto dovra’ ora verificarlo la Procura. E anche i commissari, che sono proprietari degli impianti con l’as, intendono andare in fabbrica, forse tra mercoledi’ e giovedi’, per vedere come sta la situazione. E se ArcelorMittal neghera’, come ha gia’ dichiarato, l’ingresso, i commissari vogliono che questo diniego sia comunque messo a verbale. (AGI) 

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