Ilva, contro Mittal scende in campo la Procura di Milano

Da un lato l’apertura di un indagine al momento senza titolo di reato ne’ indagati, dall’altro la ‘costituzione’ nella causa civile. Sono le mosse della Procura di Milano che interviene nella vicenda che vede protagonisti da un lato ArcelorMittal e dall’altro l’ex Ilva con i suoi commissari, con i primi che chiedono il recesso del contratto di affitto dello stabilimento con base a Taranto e i secondi che, con il ricorso cautelare d’urgenza, depositato oggi, sostengono che non ci sono le condizioni in diritto e in fatto per ‘l’addio’. Ad annunciare l’intervento che corre su due binari paralleli e di cui gia’ la prossima settimana si potrebbero vedere i primi atti concreti e’ stato, con un comunicato, il Procuratore della Repubblica Francesco Greco. L’aggiunto Maurizio Romanelli, responsabile del dipartimento che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione e di diritto penale dell’economia, con i pm Stefano Civardi e Mauro Clerici – in passato titolari dell’indagine sulla bancarotta del gruppo Riva gia’ padrone delle acciaierie, e che hanno recuperato 1.3 miliardi di euro depositati in Svizzera poi destinati al risanamento dell’area esterna allo stabilimento tarantino – non solo indagheranno sulla gestione della societa’ franco-indiana ma si costituiranno, depositando un atto scritto, anche nel procedimento civile che sara’ trattato da Claudio Marangoni, presidente di una delle due sezioni specializzate in materia di impresa. L’indagine, al momento esplorativa e delegata al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, intende accertare se, in sede di esecuzione del contratto di affitto, siano state poste in essere condotte rilevanti sul piano penale e che abbiano causato l’eventuale depauperamento del ramo d’azienda (per esempio i potenziali danni agli altoforni). Inoltre si vuole accendere un faro sulle comunicazioni rese a partire dallo scorso 4 novembre fino a ieri da parte del gruppo franco-indiano – dall’annuncio dello scioglimento del contratto fino al progressivo stop dell’attivita’ – e sul loro impatto sull’andamento del prezzo dell’acciaio sul mercato internazionale. Ma gia’ in queste ore l’aggiunto e i due pm stanno lavorando all’atto che presenteranno la prossima settimana in vista dell’udienza – probabilmente fissata entro 10/15 giorni – in cui si trattera’ il ricorso cautelare presentato dai legali dei commissari di Ilva con il quale si ribadisce che “il preteso recesso e’ stato indebitamente esercitato e che, conseguentemente, non sussistono le condizioni giuridiche per la retrocessione dei rami di azienda”. Ricorso in cui, tra l’altro, si parlerebbe anche di “depauperamento” dell’azienda e si boccia, tra le ragioni addotte da ArcelorMittal nell’atto di citazione, il venire meno dello ‘scudo penale’. La Procura ha compiuto un passo abbastanza raro: “ravvisando un preminente interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazionali, alle necessita’ economico-produttive del Paese, agli obblighi del processo di risanamento ambientale, – ha scritto il procuratore Greco – ha deciso di esercitare il diritto-dovere di intervento”, previsto dall’ultimo comma dell’articolo 70 del codice di procedura civile, a sostegno dei commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria.(ANSA).

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