Legge elettorale, testo entro il 20 dicembre

La maggioranza si dà un primo traguardo sulla legge elettorale. L’obiettivo degli alleati, che si sono riuniti alla Camera insieme al ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, è incardinare un testo base in commissione Affari costituzionali alla Camera tra il 16 e il 20 dicembre. La road map prevede un nuovo incontro la prossima settimana e un altro quella dopo ancora.Il clima, almeno sulle riforme, rimane “positivo”. Si va avanti a piccoli passi sul metodo e nel merito. L’accordo siglato prima dell’ok definitivo al taglio dei parlamentari prevede di incrementare le garanzie di rappresentanza democratiche e assicurare il pluralismo politico e territoriale, per questo gli alleati bollano come “impraticabili” soluzioni fondate su collegi uninominali maggioritari o modelli proporzionali senza correttivi.Sul tavolo ci sono principalmente le proposte fatte dal Partito democratico. I Dem preferirebbero ragionare su un sistema proporzionale con premio di maggioranza alle coalizioni al secondo turno analogo a quello utilizzato per eleggere i sindaci nei comuni medio grandi. La proposta, firmata Stefano Ceccanti, prevederebbe gli apparentamenti al secondo turno dopo una corsa proporzionale al primo, e un premio non superiore al 55%, rispondendo così alle obiezioni della Corte costituzionale, che consente un premio in funzione della stabilità.In alternativa sul tavolo c’è un sistema proporzionale con “significative” soglie di sbarramento. I cinque stelle e Leu sono più orientati a preferire questa seconda opzione. Matteo Renzi crede che il doppio turno con il bicameralismo porterebbe con sé delle difficoltà. Il nodo politico riguarda in realtà il destino dell’alleanza giallorossa. Con il proporzionale con sbarramento al 5% le alleanze si farebbero dopo il voto, in Parlamento. “Due secchi riempiono più di uno”, ragiona chi è favorevole a questo sistema, immaginando di sommare in Aula le preferenze raccolte – separatamente – alle urne. Con il modello dei sindaci si dovrebbe scommettere sulla durata ‘senza liti’ della coalizione al Governo e la creazione di una alleanza organica. “In questo momento – ragionano i più- sarebbe un suicidio”. Molto, insomma, dipenderà da quanto il Governo reggerà. E se si otterranno le firme per il referendum contro la riduzione dei parlamentari. A gennaio, poi, la Cassazione si esprimerà sul referendum sul maggioritario proposto dalla Lega. La strada della nuova legge elettorale, insomma, è ancora lunga. Di Nadia Pietrafitta (LaPresse)

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *