L’Isis rivendica l’attentato contro i militari italiani in Iraq

L’Isis rivendica l’attentato avvenuto in Iraq, nei pressi di Kirkuk, contro i militari italiani e i peshmerga curdi. I terroristi del Daesh hanno utilizzato un ordigno improvvisato, un Ied, per colpire le “forze crociate della coalizione”.L’esplosivo è scoppiato al passaggio di un team misto di forze italiane e irachene, ferendo cinque militari italiani. Tre di loro sono in gravi condizioni ma nessuno è in pericolo di vita e appena le loro condizioni si stabilizzeranno verranno riportati in patria. Sull’attentato si è concentrato il Consiglio supremo di Difesa che si è svolto al Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del premier Giuseppe Conte e dei ministri Luciana Lamorgese, Stefano Patuanelli, Luigi Di Maio, Lorenzo Guerini e Roberto Gualtieri e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli. “Il recente attacco al nostro contingente in Iraq – è la convinzione – conferma che il terrorismo transnazionale resta la principale minaccia per l’Italia e per tutta la Comunità Internazionale. È necessario continuare a garantire la nostra presenza nelle principali aree di instabilità e contribuire con decisione alle strategie tese a sviluppare un efficace sistema di contrasto comune al fenomeno”.Dura la condanna del Governo italiano. “Giovedì sarò a Washington proprio per la riunione della coalizione anti Isis. Il messaggio che porterò sarà molto chiaro: l’Italia non indietreggia e mai indietreggerà di un centimetro di fronte alla minaccia terroristica. Lo Stato italiano reagirà con tutta la sua forza di fronte a chi semina terrore e colpisce persone innocenti, tra cui donne e bambini”, scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Dall’Ue arriva la solidarietà dell’Alto rappresentante per gli Affari esteri Federica Mogherini, che insiste sulla “necessità di continuare a mantenere un livello di attenzione molto alto e continuare a impegnarci per la stabilizzazione dell’Iraq. Non dobbiamo mai dimenticare che ci sono paesi, l’Iraq ma non solo, che devono essere accompagnati nel loro percorso incidentato e di consolidamento”.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *