Ex Ilva, Conte a lavoro e gli altri a litigare

Rischio spaccatura nel governo sull’Ex Ilva. Mentre Giuseppe Conte prepara le carte in vista dell’incontro con Arcelor Mittal, sullo scudo penale arriva lo strappo di Italia Viva. Il partito guidato da Matteo Renzi ha infatti presentato alcuni emendamenti al dl fisco, dove si chiede di ripristinare, dal 3 novembre fino alla scadenza del termine di attuazione del piano ambientale, la tutela legale per gli amministratori dell’acciaieria.Dal Pd si sceglie l’attendismo, mentre nel M5S al momento è difficile trovare una sintesi. L’ala più intransigente, capeggiata dalla senatrice Barbara Lezzi, è contraria a ogni scudo, mentre un gruppo di dialoganti chiederebbe una norma più generale che valga per casi di impresa in Italia. Non è escluso che già domani lo stesso lo stesso premier possa incontrare i pentastellati, tentando di arrivare al redde rationem con Mittal con una posizione comune.Il secondo vertice con l’azienda non è stato ancora fissato e per domani Conte ha in agenda ufficiale incontri istituzionali con rappresentanti di Portogallo e Tunisia e una registrazione ad un programma tv. Il rendez-vous avverà probabilmente entro la settimana, con alcune proposte abbastanza precise. In primis una minitrattativa sugli esuberi, che per l’esecutivo non dovrebbero superare i 2mila.Inoltre si potrebbe proporre uno sconto sull’affitto degli impianti e, ovviamente, una nuova forma di tutela da rendere operativa entro fine anno solare. Dal canto suo Mittal attende, ma alcune mosse concrete sono state già fatte. Secondo fonti sindacali, infatti, sarebbe stato sospeso lo scarico sulla banchina del molo polisettoriale del porto di Taranto delle materie prime destinate allo stabilimento di Taranto.Sul fronte giudiziario non è ancora stata assegnata ad un giudice della sezione per le Imprese del Tribunale di Milano la causa relativa all’ex Ilva, nata dopo che i legali del colosso franco indiano hanno citato in giudizio gli ex commissari e hanno chiesto di recedere dal contratto di affitto. A quanto riferiscono qualificate fonti giudiziarie, potrebbero trascorrere ancora alcuni giorni prima che il ricorso venga iscritto a ruolo e che arrivi sulla scrivania del presidente per la sezione per Imprese, Angelo Mambriani, che poi assegnerà la causa ad un giudice che successivamente fisserà un’udienza per al discussione. Al momento non sarebbe stato depositato nemmeno il ricorso cautelare che i legali degli ex commissari stanno preparando per sostenere che non ci sarebbero le condizioni legali per il recesso dal contratto.Per uscire dall’impasse politica, il governo sta vagliando varie strade, con l’idea fissa di far rispettare gli “accordi siglati un anno fa”, come ripete Luigi Di Maio da giorni. Nazionalizzare è “un’ipotesi e non una soluzione magica” (Roberto Gualiteri dixit), mentre Conte lancia l’idea di una “cooperazione con la Germania per cercare di confrontarci sulle soluzioni più avanzate dal punto di vista tecnologico”. Taranto attende tutto con il fiato sospeso: la telenovela Ilva sembra tutt’altro che alla season finale.

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