Confindustria fa le pulci alla manovra del Governo Conte

Rivedere plastic e sugar Tax, riflettere sulla disciplina dei Pir, rendere rapido il meccanismo di rimborso cashback per chi usa la moneta elettronica. Ed eliminare o rivedere la norma sulle auto aziendali. Sono solo alcune delle sollecitazioni spedite dalle categorie alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove si è iniziato a discutere della manovra. Il relatore di maggioranza Dario Stefano, del Pd, peraltro, crede che il governo dovrà accogliere l’indicazione di una revisione dei nuovi micro-balzelli. E il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, da Milano, ammette che “occorre risolvere quel 5% di misure che vanno migliorate”.I sindacati, in particolare, vorrebbero un taglio più consistente del cuneo fiscale ai lavoratori, pur accogliendo positivamente il primo passo dell’esecutivo che stanzia 3 miliardi nel 2020 e 5 nel 2021. Gianna Fracassi, numero due di Maurizio Landini alla Cgil, chiede che la riduzione delle tasse sia rivolta ad una platea più ampia rispetto a quella del bonus Renzi. Il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, auspica che il taglio dell’anno prossimo sia la premessa ad una riforma più ampia dell’Irpef. Cgil, Cisl e Uil denunciano poi che le risorse per il rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione sono appena sufficienti.Molto più critica invece Confindustria, secondo cui la legge di Bilancio impone prelievi per quasi 2,9 miliardi a carico delle imprese. In viale dell’Astronomia la preoccupazione si concentra soprattutto sulla Plastic Tax, stimata in 109 euro medi che ogni famiglia potrebbe pagare in più, spiega il direttore generale, Marcella Panucci. Ma i danni colpirebbero soprattutto il lato produttivo, che conta conta 2mila imprese produttrici di plastica con 50mila addetti diretti. Le Regioni maggiormente colpite sarebbero Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Circa le proposte per possibili provvedimenti alternativi, “al momento è oggettivamente difficile farne – sottolinea Panucci – serve un’analisi più approfondita d’impatto, difficile da preparare nelle poche settimane prima dell’approvazione della legge di Bilancio”. Confindustria chiede quindi un tavolo tecnico con il Governo e un allungamento del termine di entrata in vigore della tassa, che “sarebbe funzionale ad un inquadrare la norma all’interno di un provvedimento più ampio”.Confindustria, ma anche l’Associazione bancaria italiana (Abi), chiedono una riflessione sulle modifiche alla disciplina dei Piani Individuali di Risparmio (Pir). Le regole approvate con la manovra l’anno scorso hanno fortemente frenato la diffusione dei nuovi strumenti per finanziare le piccole e medie imprese, sottolinea Giovanni Sabatini a nome dei banchieri. Sugli autonomi, invece, si sono concentrati i commercialisti: a loro parere, il taglio del cuneo fiscale è troppo sbilanciato verso i dipendenti. Secondo il Consiglio nazionale dei commercialisti, poi, la norma sulla tassazione delle auto aziendali usate per lavoro e tempo libero dai dipendenti andrebbe eliminata o almeno rivista.I Comuni, rappresentati dal presidente dell’Anci Antonio Decaro, lanciano l’allarme per la “forte restrizione dei margini di agibilità finanziaria”, persistente nonostante alcuni interventi positivi. Lo stretto margine dato agli enti locali può condurli al dissesto finanziario. Le Province, poi, chiedono più fondi su scuole e ponti sotto la loro gestione. Meno drammatica, invece, è la valutazione della Corte dei Conti, che plaude all’uso delle banche dati per il contrasto all’evasione fiscale, e ritiene che pure l’abbassamento della soglia del contante, assieme agli incentivi ai pagamenti elettronici, possano aiutare ad arginare questo fenomeno.

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