Si della Camera al Dl imprese, ecco cosa prevede

La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto legge imprese con 325 voti a favore e 225 contrari. L’Assemblea deve ora esaminare gli ordini del giorno sul testo e il voto finale e’ atteso nella mattinata di giovedi’. Il decreto, che ha ottenuto il 23 ottobre la fiducia al Senato deve essere convertito in legge entro il 3 novembre. Un decreto inizialmente battezzato come il dl ‘salva Ilva’, ma poi privato di ogni riferimento al sito siderurgico, ora in mano ad ArcelorMittal (e quindi niente piu’ scudo legale per i manager). Ecco i punti chiave del provvedimento, che ha due anime, una legata al lavoro, con le maggiori salvaguardie per i rider, e l’altra rivolta all’industria, dalle situazioni di crisi all’impulso alla filiera del green. Si rafforzano le tutele per i ciclo-fattorini. Per tutti e’ previsto il superamento del cottimo, una paga agganciata ai contratti collettivi e tutele sanitarie e previdenziali. Poi per quanti portano piatti pronti in sella a una bici con regolarita’, insomma per i rider di professione, scatta il trattamento da lavoro subordinato. Quindi un doppio binario: un nocciolo di garanzie che vale per chi svolge l’attivita’ occasionalmente e le condizioni del lavoro dipendente per quanti sono impiegati in modo continuativo. Due le scadenze stabilite nel dl: l’obbligo di copertura Inail dopo tre mesi dell’entrata in vigore e il compenso minimo dopo dodici. Sempre sul fronte lavoro, che occupa i primi articoli del decreto, viene tracciato un percorso per la stabilizzazione dei precari dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro (l’Anpal). Viste anche le implicazioni del Reddito di cittadinanza, si apre all’assunzione diretta dei tempi determinati, mentre per i collaboratori ci saranno dei concorsi interni, a loro riservati. In tutto si tratta di 654 persone. C’e’ la proroga delle graduatorie, datate 2011-2015, per le selezioni pubbliche che ancora non avevano esaurito gli idonei. Il dl gia’ prevedeva oltre mille ingressi all’Inps a cui ora si aggiungono 150 nuovi ispettori del lavoro. E’ invece saltata la norma salva-ostelli, dopo la polemica scoppiata sulla viceministra all’Economia, la pentastellata Laura Castelli. Passando al capitolo ‘imprese‘: viene alla luce, dopo diversi tentativi, la regolazione per il cosiddetto ‘end of waste’. Si tratta della disciplina per dare la ‘patente’ di materia prima secondaria, stabilendo le procedure autorizzative che consentono il riciclo dei rifiuti. Una spinta alla filiera industriale del green. Viene data poi priorita’ alle operazioni di decarbonizzazione nella ripartizione di una dote che puo’ arrivare fino a 100 milioni nel 2010 e 150 nel 2021. E’ passato pure l’emendamento per ridurre un po’ le sanzioni nel campo delle rinnovabili, nel caso in cui si riscontrino lievi irregolarita’. Piu’ soldi al fondo per i worker buyout, i lavoratori che resuscitano aziende in crisi, ma la dote aggiuntiva non superera’ i 5 milioni. 

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