Salvini esulta e la Meloni chiede spazio

Matteo Salvini, con tre ore di riposo alle spalle e tanti caffe’ vinti scommettendo sul successo in Umbria, si gode a Perugia il trionfo della Lega e del resto del centrodestra nella regione conquistata da Donatella Tesei. Con il 57% dei voti la neogovernatrice ha battuto il rivale Vincenzo Bianconi sostenuto da Pd e M5s, staccato di 20 punti. “Un’impresa storica”, per la senatrice leghista che ha espugnato l’ex fortino ‘rosso’ dopo 49 anni. Da qui l’orgoglio di Salvini che vede all’orizzonte un governo del centrodestra. “Noi siamo la vera maggioranza del Paese”, contro un Esecutivo che “occupa palazzi e ministeri ma e’ opposizione”. Ancora piu’ entusiasta Giorgia Meloni che vola al 10% (il doppio di Forza Italia e 3 punti sopra i 5Stelle), spingendo quindi perche’ Fratelli d’Italia conti di piu’ a livello nazionale. Un po’ malconcio invece il partito di Berlusconi che si ferma al 5% e diviso all’interno per il rischio, rimarcato sorattutto dall’area liberal del partito, di restare soffocato da una coalizione sempre piu’ di destra. Intanto a poche ore dal voto, faccia stropicciata ma aria raggiante, il ‘capitano’ Salvini incontra di nuovo giornalisti e cameramen. Accanto a lui, in un albergo a pochi chilometri da Perugia, c’e’ la governatrice eletta. La notte scorsa una loro gigantografia e’ stata appesa sulla facciata del palazzo accanto a quello della Regione. “Oggi e’ una splendida giornata, altro che lunedi’”, esordisce Salvini in conferenza stampa citando Vasco Rossi. Esalta il risultato ottenuto: “Avevo scommesso sul piu’ 10%, mai avrei pensato a piu’ 20%”. Da qui i tanti caffe’ da riscuotere. Non entra nel dettaglio delle performance dei tre partiti e anzi mostra fair play. “Sono contento dell’intero centrodestra, la vittoria e’ di tutti. Prima ho parlato con Berlusconi che si e’ complimentato. E’ una vittoria della squadra”, insiste spiegando che “in una regione puo’ andare piu’ forte uno, in un’altra andra’ meglio un altro”. Quindi concentra tutte le frecce contro il premier Giuseppe Conte. Lo definisce “arrogante” ma anche “un premier temporaneo” mentre il governo tutto, rimarca, “dovrebbe ritenersi abusivo” vista la sonora sconfitta. “Per me questo voto ha anche una valenza nazionale”, sottolinea e aggiunge: “Conte continua con la sua arrogante distruzione dell’Umbria, sbagliare e’ umano ma perseverare e’ diabolico”. Gli fa eco, alzando la voce, la leader di FdI: “E’ una vittoria schiacciante del centrodestra..Fossi in Conte, rassegnerei subito le dimissioni”. E va oltre chiamando in causa il Quirinale: “Il presidente Mattarella potrebbe fare una riflessione: il governo Conte non e’ forte e coeso ma e’ inviso al popolo italiano e il capo dello Stato potrebbe prendere il considerazione questo nuovo scenario”. Parole che non vengono enfatizzate troppo dagli altri alleati. Berlusconi ad esempio osserva che “la vittoria in Umbria e’ un avviso ulteriore di sfratto a questa coalizione, ma restera’ in carica, legati alle poltrone come sono”, ammette amaro. E sminuisce anche il sospetto che la coalizione sia sempre piu’ a guida leghista: “No, non e’ cosi’. Come hanno riconosciuto Salvini e Meloni, oggi FI e’ molto importante nel centrodestra” essendo “il garante della tradizione occidentale, democratica, liberale e cristiana dell’Occidente e dei suoi principi”, ripete. A dargli voce e’ Mara Carfagna: aldila’ dei complimenti alla Tesei e alla vittoria del centrodestra, precisa: “Ci sara’ tempo per fare un’analisi del voto piu’ attenta sui flussi elettorali, che premiano la coalizione ma non offrono a FI un risultato commisurato all’impegno”. (dell’inviata Michela Suglia) (ANSA)

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