Brexit, Westminster decide per elezioni il 12 dicembre

 I deputati britannici fissano il 12 dicembre come data delle elezioni anticipate, ennesimo tentativo di sbloccare l’impasse politica sulla Brexit. Da Bruxelles è nel frattempo arrivato l’ok formale dei 27 al rinvio sino al massimo al 31 gennaio, con la frecciata del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a Londra: “Fatene buon uso”, “potrebbe essere l’ultima” volta. Al quarto tentativo Il premier Boris Johnson riesce quindi nel suo obiettivo. La Camera dei Comuni, infatti, prima boccia l’emendamento del Labour per il voto il 9 dicembre e, successivamente, da via libera con una maggioranza schiacciante (438 sì e 20 no) alla consultazione il 12 dicembre. Un ostacolo ha preso forma a Westminster, un altro nella lunga serie incontrata dal referendum che nel 2016 decise per il divorzio. Oggetto della disputa gli emendamenti per far votare nelle legislative anche 16enni, 17enni e cittadini dell’Ue. Il governo ha chiarito: in caso di sì alle modifiche, avrebbe ritirato il testo. Ma, secondo Guardian, gli emendamenti sono stati dichiarati inammissibili. Johnson a luglio era succeduto a Theresa May con la promessa di una svolta: la fine del caos politico. Ma la ribellione alla sua strategia della linea dura lo ha lasciato senza maggioranza ai Comuni. Non ha trovato appoggio all’intesa con Bruxelles e ha dovuto mettere in un cassetto il suo slogan “riuscirci o morire”, riferito al divorzio il 31 ottobre.Tuttavia, il rischio del no deal persiste. Ad esempio: se non ci sarà accordo approvato prima di gennaio e se l’Ue rifiuterà un nuovo rinvio. “Ai miei amici britannici, l’Ue a 27 ha approvato formalmente l’estensione. Potrebbe essere l’ultima. Per favore, fate il miglior uso di questo tempo”, ha scritto Tusk su Twitter. “L’estensione durerà sino al 31 gennaio 2020 per consentire maggior tempo per la ratifica dell’accordo sul ritiro. Questo può avvenire prima, l’1 dicembre 2019 o il 1 gennaio 2020, se l’accordo sarà ratificato da entrambe le parti. Per la durata dell’estensione il Regno Unito resta uno Stato membro con tutti i diritti e obblighi previsti dai trattati e dalle leggi dell’Ue”, si legge in una nota del Consiglio Ue. Johnson vuole elezioni il 12 dicembre, ma alcuni partiti d’opposizione chiedono che la data sia il 9. Negli ultimi quattro anni i britannici hanno votato due volte, nel 2015 e nel 2017, mentre ora dovrebbero attendere sino al 2022. Per Johnson il voto è una scommessa, ma ormai ha poche opzioni. E se dalle urne non otterrà una posizione forte in Parlamento, sarà veramente a rischio.

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