Berlusconi schiacciato tra Salvini e Meloni

 Il giorno dopo la debacle in Umbria che l’ha fermata al 5%, Forza Italia si sente sul Titanic. A gelare il partito di Silvio Berlusconi e’ soprattutto il rischio di essere soffocato dai due alleati piu’ forti, Lega e Fratelli d’Italia che, con consensi a due cifre, guidano un centrodestra sempre piu’ sovranista. Gli azzurri provano a reagire e rilanciano sulle Regioni: in particolare, la gara per la conquista di Calabria e Campania, dove si votera’ nei prossimi mesi, la ritengono apertissima. E soprattutto qui le chances di FI sono alte, assicurano molti parlamentari. Restano intanto le perplessita’ dell’ala piu’ moderata del partito che vuole smarcarsi dal resto del centrodestra sovranista ‘Asso pigliatutto’. A guidarla, Mara Carfagna che fa autocritica sulla sfida umbra (“Abbiamo giocato una battaglia sulla difensiva”) e chiede “una presa di coscienza” e “uno scatto di orgoglio” perche’ “limitarsi a fare i reggi coda di Salvini non porta a nulla”, attacca. A parte l’Emilia-Romagna su cui c’e’ accordo sulla candidatura di Lucia Borgonzoni, Calabria e Campania sono le due regioni che dovrebbero ‘spettare’ a FI in base agli accordi presi con Salvini e Meloni. Anche se i candidati non sono ancora ufficiali e in Calabria la Lega storce il naso su Mario Occhiuto, in entrambi i territori il partito del Cav vanta consensi del 18-20%. Altre cifre rispetto a quelle misere incassate in Umbria. Eppure tanti temevano peggio: alle europee di maggio in Umbria, FI aveva segnato il 6%, per cui ora i piu’ pessimisti presagivano un tragico 3%. Un dato che sarebbe stato al limite della soglia di sbarramento e che avrebbe solleticato parecchi a lasciare il partito per cercare altri lidi (a destra, o piu’ a sinistra verso Italia viva). Un rischio per ora scongiurato e che lo stesso Berlusconi ha escluso categoricamente. E poi c’e’ la Toscana su cui di recente ha avanzato mire FdI ma che i forzisti non considerano una partita chiusa. In ballo, corre voce nei corridoi parlamentari, dovrebbero esserci ancora tutti e tre gli alleati. In ogni caso in attesa di alternative migliori, meglio restare in FI e nel centrodestra. “Le elezioni in Umbria consegnano una verita’ schiacciante: nella vittoria del centrodestra c’e’ la forza e la lungimiranza dell’intuizione del presidente Berlusconi che ha creato e plasmato il centrodestra”, osserva il deputato Giorgio Mule’. E ammonisce: “Forza Italia e’ l’anima moderata e liberale del centrodestra, guai a metterne in discussione l’importanza politica rispetto agli equilibri interni”. Non a caso nei prossimi giorni, per dare un segnale di riscossa e novita’ nella classe dirigente, verranno nominati nuovi coordinatori azzurri a livello locale. Una reazione serve e a sollecitarla e’ ancora Carfagna: la vicepresidente della Camera riconosce di essere felice della “ritrovata unita’” della coalizione confermata dal voto in Umbria ma non nasconde il dubbio se ci si possa fidare di Lega e FdI rispetto a “un alleato che pesa cosi’ poco”. Tuttavia, lancia il grido di battaglia per superare “la sudditanza psicologica” e “agire da comprimari”. 

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