Ok al decreto “Salvamare”, ecco cosa prevede

 L’aula della Camera ha approvato in prima lettura il ddl Salvamare, con 242 favorevoli e 139 astenuti. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. 

Consentire ai pescatori di riportare a riva i rifiuti pescati in mare senza rischiare di incorrere nel reato di traffico illecito dei rifiuti. Questo il cuore del ddl Salvamare, approvato in prima lettura alla Camera e che ora dovrà essere esaminato del Senato. Il provvedimento, varato dal precedente Governo lo scorso maggio e abbinato ad una pdl Leu e una FdI, prevede anche una serie di misure per prevenire il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in mare ma anche nei laghi, nei fiumi e nelle lagune. Ecco, in sintesi, cosa prevede la proposta di legge: LECITO PORTARE A RIVA RIFIUTI PESCATI IN MARE Equiparazione dei rifiuti accidentalmente pescati in mare ai rifiuti prodotti dalle navi. Così facendo i pescatori potranno riportare i rifiuti accidentalmente pescati a riva senza incorrere nel pericolo – come prevede oggi la normativa – di vedersi incriminati per traffico illecito di rifuti. I rifiuti pescati dovranno quindi essere portati negli impianti portuali di raccolta o, nel caso di ormeggio in aree extraportuali, in apposite strutture di raccolta, anche temporanee, allestite in prossimità degli ormeggi. Il comandante della nave che approda in un piccolo porto non commerciale conferirà i rifiuti accidentalmente pescati presso gli impianti portuali di raccolta integrati nel sistema comunale di gestione dei rifiuti. Un decreto del ministero dell’Agricoltura, di concerto con quello dell’Ambiente, dovrà definire le misure premiali nei confronti del comandante del peschereccio soggetto al rispetto dei nuovi obblighi di conferimento. COPERTURA IN BOLLETTA RIFIUTI I costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati sono coperti con una specifica componente sulla bolletta sui rifiuti. Arera dovrà disciplinare le modalità di applicazione di questa nuova componente, rendendola trasparente in bolletta.

RICICLO RIFIUTI PESCATI Arriva uno specifico decreto end of waste, che dovrà essere adottato dal ministero dell’Ambiente, sui rifiuti accidentalmente pescati e i rifiuti volontariamente raccolti a seguito delle campagne di pulizia, “al fine di promuovere il riciclaggio della plastica e di altri materiali non compatibili con l’ecosistema marino e delle acque interne”. CAMPAGNE PULIZIA E SENSIBILIZZAZIONE (ANCHE A SCUOLA) Potranno essere promosse specifiche campagne di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune. Allo stesso modo potranno essere avviate campagne di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento marino. Il ministero dell’Istruzione, inoltre, promuoverà nelle scuole la realizzazione di attività volte a rendere gli alunni consapevoli dell’importanza della conservazione dell’ambiente e, in particolare, del mare e delle acque interne, oltre che delle corrette modalità di conferimento dei rifiuti. RICONOSCIMENTO AMBIENTALE ECOPESCATORI Previsto il rilascio agli imprenditori ittici che utilizzano materiali di ridotto impatto ambientale, partecipano a campagne di pulizia o conferiscono correttamente i rifiuti accidentalmente pescati, di un riconoscimento ambientale. Un decreto del ministero dell’Ambiente, di concerto con quello dell’Agricoltura, disciplinerà i dettagli. Anche i Comuni potranno attribuire un riconoscimento ai possessori di imbarcazione, non esercenti attività professionale, che recuperano e conferiscono a terra i rifiuti in plastica accidentalmente pescati o volontariamente raccolti. 

ARRIVA TAVOLO INTERMINISTERIALE COORDINAMENTO Arriva, al ministero dell’Ambiente, il Tavolo interministeriale di consultazione permanente per coordinare lazione di contrasto allinquinamento marino, ottimizzare lazione dei pescatori e monitorare landamento del recupero dei rifiuti. RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO Ogni anno il ministro dell’Ambiente dovrà inviare alle Camere una relazione sull’attuazione della legge. VIA PREVENTIVA SU IMPIANTI DESALINIZZAZIONE PIÙ IMPATTANTI Arriva la preventiva Valutazione di impatto ambientale (Via) sugli impianti di desalinizzazione maggiormente impattanti. Un decreto attuativo del ministero dell’Ambiente definirà le soglie di assoggettibilità. In via generale l’ammissibilità degli impianti di desalinizzazione destinati alla produzione di acqua per consumo umano viene subordinata a tre casi: in situazioni di comprovata carenza idrica ed in mancanza di fonti idrico potabili alternative ed economicamente sostenibili; nel caso in cui siano stati effettuati gli opportuni interventi per ridurre significativamente le perdite della rete acquedottistica e per la razionalizzazione delluso della risorsa idrica; nei casi in cui gli impianti siano previsti nei Piani di settore in materia di acque ed in particolare nel Piano d’ambito, anche sulla base di analisi costi benefici. 

FACILITARE SMALTIMENTO ALGHE E LEGNAME SPIAGGIATO Le biomasse vegetali spiaggiate potranno essere riaffondate in mare, in siti idonei e in via sperimentale, previa vagliatura per separare le alghe da sabbia o rifiuti. Eventualmente la sabbia così recuperata potrà essere usata per il ripascimento degli arenili, previa valutazione e autorizzazione “caso per caso” dalle autorità competenti. Stessa procedura per gli accumuli costituiti da alghe mineralizzate, sabbia e altri materiali di origine antropica. Ok anche al recupero dei materiali legnosi depositati naturalmente sulle sponde di laghi e fiumi. In questo caso però saranno le Regioni e le province competenti a stabilire criteri e modalità di raccolta, gestione e riutilizzo dei materiali raccolti, sulla base delle norme tecniche Ispra. RICERCA SCIENTIFICA SOTTOMARINA PIÙ FACILE Facilitata la ricerca scientifica marina. Una norma consente a ricercatori, come i biologi marini, di effettuare immersioni a scopo scientifico anche senza brevetto Ots (Operatore tecnico subacqueo), ma sulla base di linee guida che verranno predisposte entro sei mesi dal ministero dell’Ambiente, acquisito il parere dell’Ispra, di concerto con il Mit, sentito il comando generale delle Capitanerie di porto. ALLARGAMENTO COMPITI FLOTTA CASTALIA Allargate funzioni della flotta Castalia alla pulizia dei mari dai rifiuti solidi galleggianti, comprese le plastica. Finora la flotta ha operato, in convenzione con il ministero dell’Ambiente, solo per la pulizia dei mari da sversamenti come idrocarburi. 

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