Troppo sale causa declino cognitivo

Mangiare troppo sale causa declino cognitivo. “Il nostro studio ha messo in
luce un meccanismo chiave nei topi, ora puntiamo a verificare i
risultati sull’uomo. Ma non è il sale aggiunto mentre cuciniamo a casa
a portarci all’eccesso: il 60-70% di sodio consumato è ‘nascosto’ nei
cibi processati, nei piatti pronti, in quelli che mangiamo al
ristorante e che portiamo a casa: non sappiamo quanto ne viene
utilizzato”. A mettere in guardia contro un’alimentazione troppo
saporita è il celebre scienziato italiano Costantino Iadecola, docente
di Neurologia del Weill Cornell Medical College di New York e
direttore del Feil Family Brain and Mind Research Institute, autore di
un nuovo studio su sale e cervello pubblicato su ‘Nature’. Iadecola è
stato raggiunto dall’AdnKronos Salute a New York, dove vive e lavora
da 40 anni.
Una dieta estremamente saporita, spiega, “può provocare nei topolini
l’accumulo di tau modificata, una proteina associata a condizioni che
causano demenza, fra cui l’Alzheimer. Ma di quanto sale ha bisogno
l’uomo? Nei tempi preistorici il consumo era 20 volte più basso
rispetto ai valori attualmente raccomandati – sottolinea il
neuroscienziato – ovvero 3-4 grammi al giorno. Noi abbiamo nutrito per
tutta la vita i topolini con dosaggi 8-16 volte più alti del normale,
livelli analoghi a quelli che si consumavano in Giappone negli anni
’60, ovvero circa 30 g al dì”.

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