Anoressia e bulimia tra le prime cause di morte tra le minori

Bambini, ragazzi nel pieno dell’adolescenza, uomini e donne adulte. I disturbi alimentari coinvolgono tutti e sono ormai una vera e propria “epidemia sociale, sulla quale sarebbe necessario intervenire con
esperienze preventive: dallo sviluppo della capacita’ di
regolazione emozionale al lavoro sull’autostima, sulla fiducia e
sulla valorizzazione dell’individuo indipendentemente dalla
persona fisica”. A dirlo e’ la psichiatra e psicoterapeuta Rosa
Bruni che, intervistata dall’agenzia Dire, fornisce una
panoramica molto dettagliata dell’universo dei disturbi
alimentari.
L’anoressia nervosa, ad esempio, ha una prevalenza nel corso
della vita “che oscilla tra lo 0,2% e lo 0,9%, mentre quando
parliamo di bulimia nervosa possiamo arrivare anche a una
prevalenza del 2-3%”, spiega la specialista. Ma non finiscono qui
i dati allarmanti: i disturbi alimentari “sono la prima causa di
morte nella popolazione femminile adolescenziale del mondo
occidentale, e generalmente sono comunque una delle cause di
morte piu’ frequenti”.
Sono patologie che rientrano, quindi, a pieno titolo in una
“difficolta’ di costruzione di un’identita’ che sia
sufficientemente mobile, garantendo al contempo un po’ di
stabilita’”. L’equilibrio identitario e’ “fondamentale per la
costruzione dell’universo relazionale di ognuno di noi”, infatti
tra i maggiori rischi annoverati nell’individuo con disturbo
alimentare c’e’ proprio “la crisi delle relazioni con l’altro, a
partire dal primo altro da se’ che e’ il corpo”.
Mente e corpo sono dunque due aghi indispensabili della stessa
bilancia e sono diversi gli studiosi che se ne sono occupati.
“Armando Blanco Ferrari ha elaborato una sua teoria partendo da
Bion, che riguarda proprio i deficit di integrazione mente-corpo-
continua Bruni- base per le relazioni e il confronto con
l’alterita’”.

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