Salvini e Renzi, la retorica (e le chiacchiere) dei due Matteo tra stilettate e sorrisi

Matteo 1, alias Renzi, e Matteo 2, alias Salvini, seduti su sgabelli girevoli dietro un tavolo semicircolare nello studio di ‘Porta a porta’ a via Teulada. L’uno, piu’ teso nello sguardo, alla sinistra e l’altro, piu’ disteso ed anche sorridente, alla destra di un Bruno Vespa multiruolo: anfitrione, mentore, paciere, inflessibile conduttore, ammiccante ora all’uno ora all’altro, ‘memoria storica’ dell’uno e dell’altro promettere. E contento – perche’ chi se non lui in Rai avrebbe mai potuto portare a casa questo risultato o sentirsi dire di no? – di essere riuscito a metterli l’uno di fronte all’altro i due competitor oggi in seconda linea nell’agone politico, ‘costretti’ quasi a tirar di fioretto sulla pedana Rai anziche’ di sciabola per non farsi troppo male a vicenda pensando che sono altri i possibili futuri, ravvicinati, bersagli. L’atteso duello o confronto tv creato dal servizio pubblico, anche se il titolo ‘Matteo vs Matteo’ e’ parso il piu’ scontato tra i tanti che si potessero tirar fuori dal cilindro – a beneficio dei suoi telespettatori e’ andato in scena, anche se in seconda battuta nella serata televisiva: c’era la Nazionale azzurra impegnata nelle qualificazioni di Euro 2020. Chi poteva saperlo, quando il tutto e’ stato definito, che l’Italia di Mancini avrebbe chiuso con largo anticipo, tre gare, il capitolo qualificazione? Dunque spazio comunque alla Nazionale in prima serata, anche per accordi Rai-Figc, e il confronto in seconda serata a Porta a porta, nell’immaginario collettivo ancora ritenuta la ‘terza Camera’ del Paese, e annunciato con i promo dei giorni scorsi. Anche se ieri sera subito dopo il Tg1 delle 20 la didascalia diceva che Matteo vs Matteo era previsto il 15 marzo 2020…Puo’ capitare, magari sara’ anche cosi’ quella sera a venire.

 Matteo1 e Matteo2 questa sera non avevano in comune solo il nome di battesimo, quello gli restera’ vita natural durante e oltre, ma anche il look: giacca blu, cravatta color grigio scuro lucido su camicia bianca, anche se la cravatta di Matteo2 e’ a piccoli rombi. Un look di quelli capaci quasi di confondere lo spettatore che magari distrattamente a casa si affida solo alla voce per cercare di capire di cosa stiano parlando e poi da’ un’occhiata di sfuggita al piccolo schermo e a campo lungo non vede bene da dove arrivi la voce, se da sinistra o da destra di Vespa. In piu’, Matteo2 appare piu’ “istituzionale” del suo solito, ben lontano dalle immagini che lo riprendono impegnato, e scapigliato, nel tour elettorale di questi giorni o in uscite precedenti. E anche meno irruente nei toni. Matteo1 e’ invece, come dire, “il solito” nella mimica ma anche nell’impostazione davanti all’avversario e alle telecamere in studio, molto a suo agio in abito d’ordinanza. Poi e’ stato un duello di frasi ad effetto ma anche di valutazioni politiche gia’ stranote e ribadite in tv. Cosi’ ecco Salvini ‘corrucciato’ quando Renzi comincia a ri-spiegare perche’ il governo e’ cambiato; Salvini sorridere ironicamente quando Renzi parla di ‘colpo di sole al Papeete’ all’origine della crisi di agosto; ecco Renzi puntare e battere l’indice della sua mano destra sul tavolo per sottolineare un’affermazione. E ogni volta il sospiro di Salvini, amplificato dal microfono alla giacca. I due si danno del lei, poi gli animi si scaldano un po’ quando Matteo2 interrompe Matteo1, e questi – un po’ rosso in volto – gli dice che “non conosce la buona educazione”. La replica salviniana e’ un sorriso del genere ‘prego si accomodi’. Sono questi i secondi in cui Renzi si gira alla sua sinistra, ovvero da’ le spalle a Salvini, oltre che a Vespa. 

La risposta di Matteo2 alle accuse dell’altro sulle sue assenze ai consessi europei o su altri temi come la flat tax e’ il tono deciso e calmo nel difendere il suo operato quando e’ stato ministro dell’Interno, o il mantenimento delle promesse pre-elettorali della Lega. La replica di Matteo1 e’ basata su quanto fatto dal suo governo e dal quello di Letta, mentre Matteo2 ascolta e ogni tanto si tormenta la barba o semplicemente se la tiene come se stesse riflettendo. Poi Matteo2 appare seriamente in difficolta’ quando Matteo1 lo incalza sui suoi mutati indirizzi politici dalla giovane eta’ ad oggi, passando anche per il suo ruolo di europarlamentare. Cerca di replicare dicendo che Matteo1 e’ “un genio incompreso”, ma deve incassare un “questo l’ha gia’ detto” qualche minuto prima. Si parla di tutto: quota 100 e Ape sociale – Matteo1 prende spunto da suo zio che ancora e’ al lavoro -, sicurezza, migranti, terrorismo, tassa sulle merendine, grana padano, e via dicendo. Il dibattito scorre cosi’, con temi gia’ sviscerati in ogni dove del Paese. E alla fine sembra quasi che questo Matteo vs Matteo non abbia detto nulla di nuovo, il dibattito al Senato e’ stato semplicemente spostato e reiterato nella ‘terza Camera’. Le attese sciabolate non ci sono state, gli attesi fendenti non si sono visti, anche se qualche attacco c’e’ stato da una parte e dall’altra: voli di Stato o fondi alla Lega. Tra ammiccamenti, infiocchettamenti, sorrisetti (piu’ di Matteo2 che di Matteo1, apparso piu’ preso dalla foga di spiegare in maniera anche didascalica), alla fine dire che “e’ corso il sangue” sara’ davvero esagerato. Alla fine forse e’ solo Vespa a mettere un ennesimo bottino in carniere. Resta invece un che di amarezza che il dibattito abbia anche compreso il computo dei disperati morti in mare attraversando il Mediterraneo: 5mila quando governavi tu Matteo1, 800 quando ho governato io Matteo2.  (di Enzo Castellano, AGI)

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