Il Copasir decide oggi l’audizione di Conte sulla Russia

Si riunira’ oggi alle 14 l’ufficio di presidenza del Copasir per decidere il calendario dei lavori del Comitato – dopo la pausa in attesa di eleggere il nuovo presidente, il leghista Raffaele Volpi, in seguito alle dimissioni di Lorenzo Guerini – e dunque anche la data dell’attesa audizione del premier Giuseppe Conte, in relazione ai colloqui a Roma dell’Attorney generale americano, William Barr, con i vertici dell’intelligence italiana. L’audizione, ha ipotizzato Volpi intervistato da ‘Libero’, potrebbe essere fissata non prima di “una decina di giorni”. L’elezione del deputato del Carroccio mercoledi’ non e’ avvenuta senza polemiche e contrapposizioni, non proprio usuali quando si tratta dell’organismo di controllo sull’attivita’ dell’intelligence. Volpi e’ diventato presidente con sei voti su dieci; avrebbero consegnato scheda bianca i tre membri M5S, che non hanno gradito la designazione di un esponente leghista alla guida del Comitato. Il timore – a Palazzo Chigi e nel Movimento – e’ che l’incarico possa essere utilizzato per fini politici, visti anche gli attacchi di Matteo Salvini al presidente del Consiglio (“La parabola di Conte la vedo bella che finita”, ha detto pochi giorni fa). Ecco perche’ sul tavolo del Copasir domani potrebbe comparire anche la richiesta di approfondire la vicenda dei fondi russi alla Lega, magari con una richiesta di audizione dello stesso Salvini a ‘pareggiare’ quella di Conte. “Se devo esprimere un parere personale – ha detto in merito Volpi a Libero – non ritengo che il tema sia di competenza del Copasir. C’e’ un’indagine della magistratura in corso e Salvini non e’ coinvolto”. Comunque, ha aggiunto, “se qualcuno me lo chiedera’, faro’ valutare la cosa”. Il premier si e’ detto pronto a fornire al Comitato ogni chiarimento e avrebbe anche voglia di farlo al piu’ presto per non rimanere a lungo sulla graticola. Autorizzando Barr a parlare con il direttore del Dis Gennaro Vecchione e con quelli di di Aise e Aisi, Luciano Carta e Mario Parente – e’ la sua posizione – non ha commesso alcun atto anomalo o irregolare, ma ha semplicemente collaborato con un alleato storico come gli Usa. Peraltro, a quanto pare, le richieste di informazioni agli 007 italiani su Joseph Mifsud – docente maltese con un contratto con la Link Campus University di Vincenzo Scotti che gli fornito anche una casa a Roma per alcuni mesi e che dal 2018 sembra sparito nel nulla – non hanno avuto risposte particolari. L’uomo, considerato dall’amministrazione Trump uno dei motori del Russiagate avendo avvicinato lo staff dell’allora candidato presidente per passare la ‘polpetta avvelenata’ delle email di Hillary Clinton hackerate dai russi, non sarebbe stato un “soggetto d’interesse” dell’intelligence tricolore, che non ha elementi di certezza su dove possa trovarsi ora.

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