5 Stelle, la festa dei 10 anni immune dai dissidenti

Nemmeno i dissidenti rovinano la festa al Movimento 5 Stelle. “Chi non è venuto ha sbagliato”, taglia corto Davide Casaleggio tra gli stand di Italia a 5 Stelle. Il presidente dell’associazione Rousseau non fa una grinza nemmeno davanti a chi lo accusa di scarsa trasparenza sulla gestione dei contributi degli eletti alla piattaforma che è il cuore pulsante del M5S: “Chi ha criticato mi sembra che si sia dovuto ricredere, le ricevute dei pagamenti arrivano regolarmente”. Affianco al figlio del co-fondatore c’è Max Bugani, socio di Rousseau e nuovo braccio destro di Virginia Raggi in Campidoglio, che ha bacchettato chi pensa che “tutti si possa diventare ministri”.Una stilettata scoccata con forza, sulla cui scia si inserisce Roberto Fico. “Quando si ha a che fare col potere bisogna aiutarci a essere immuni da egocentrismi, dalla voglia di gestire ed essere sempre un po’ distaccati sapendo che dobbiamo fare le cose utili e buone per il Paese”, ammonisce il presidente della Camera. Che invita: “Diamoci una mano nel non voler essere tutti ministri e tutti parlamentari”. Anche per evitare conseguenze peggiori: “Non esiste il dissenso, ma partecipazione delle idee differenti. La grande bravura è sapere ascoltare tutti”, perché “chi non trova una sintesi, chi non trova punti di caduta, chi vuole sempre avere ragione e pensa solo al proprio ego, finisce in scissioni e controscissioni, che sono l’ultima cosa che un movimento politico come il nostro deve avere”.

Le ex ministre Giulia Grillo e Barbara Lezzi però tengono il punto e non si fanno vedere a Napoli, così come i firmatari della Carta di Firenze. Un atteggiamento che Nicola Morra prova a minimizzare, ma senza nascondere i problemi: “Bisogna ringraziare chi ci ha messo impegno, ma siamo l’unica speranza per il Paese perché abbiamo messo al centro i valori e i temi”, sottolinea il presidente della commissione Antimafia. Fuori dai cancelli della Mostra d’Oltremare ci sono ex attivisti dei meetup che protestano, mentre a pochi metri i lavoratori della Whirlpool di Napoli in presidio ma senza autorizzazione a entrare, sebbene il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, decida di incontrarne una delegazione garantendo che non mollera nel braccio di ferro con la multinazionale.Del malumore parla anche Luigi Di Maio, senza giri di parole, garantendo che non ci sono scissioni in vista, prima di tuffarsi nella folla che lo abbraccia talmente forte da fargli fare 100 metri in un’ora, tra selfie e strette di mano. Il capo politico pranza con Beppe Grillo e Casaleggio in albergo, certificando un feeling ritrovato nella cabina di regia pentastellata. Di malpancisti, dissidenti ed espulsioni si occuperà dalla prossima settimana, perché questo carico di entusiasmo di Italia a 5 Stelle va capitalizzato. Senza esitazioni. (Dario Borriello, La Presse)

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