Fisco, Conte lancia un patto con gli italiani contro l’evasione

“Un patto con tutti gli italiani onesti” per affondare, stavolta davvero, la lama nel ventre dell’evasione fiscale. Una piaga “endemica” del nostro Paese e di dimensioni inaccettabili. Giuseppe Conte annuncia la svolta dal Rose Garden del Palazzo di Vetro, dove i temi di politica italiana lo rincorrono senza tregua. All’assemblea generale delle Nazioni Unite ha appena finito di parlare Donald Trump, con cui piu’ tardi il premier scambiera’ un breve saluto in occasione del pranzo offerto ai leader mondiali dal segretario generale dell’Onu: una pacca sulla spalla che Trump ricambia con un sorriso, in attesa che tra i due ci sia una nuova occasione di confronto. Ma il presidente del Consiglio ha inevitabilmente in testa le prossime sfide che lo aspettano a Roma, a partire dalla complicata stesura di una manovra economica che diventera’ il biglietto da visita del nuovo governo giallorosso. Con Bruxelles in attesa di segnali reali di discontinuita’ rispetto al passato. E Conte una svolta la vuole con forza, nel rispetto delle regole europee ma con misure che guardino piu’ che mai alla crescita dell’economia. E la vuole nella lotta a chi non paga le tasse: “Serve una svolta radicale, i palliativi non bastano piu’. E per una svolta radicale servono misure radicali”. Il premier non fornisce alcuna anticipazione di cosa abbia in mente. Sottolinea subito come non ci sia ancora nulla di deciso, e come la sua sia al momento solo una convinzione che pero’ e’ determinato a perseguire: “L’evasione fiscale e’ la maggiore iniquita’ in un sistema collettivo, dove tutti pagano di piu’ perche’ molti non pagano. Per questo bisogna intervenire radicalmente come mai e’ stato fatto”. “Ecco allora che stiamo lavorando a un provvedimento complessivo – spiega – e questo significa che se riterremo una misura del genere percorribile io chiedero’ un patto con tutti gli italiani onesti: accettare quella che potra’ sembrare una misura nuova, innovativa, con una sorpresa, perche’ poi pagheremo tutti meno”. Conte non si sbilancia nemmeno sulle altre misure in cantiere ma ripete il suo mantra, la linea che ha gia’ prospettato a Bruxelles e che ha spiegato anche in questi giorni a New York, dove si trova assieme ai potenti del mondo e dove ha anche incontrato un colosso di Wall Street come il fondo di investimenti BlackRock: “Noi siamo per politiche espansive in materia economica e sociale. E questo e’ il momento, nell’interesse di tutti in Europa, non solo dell’Italia, di impostare una manovra che sfrutti tutte le pieghe normative per realizzare una politica di crescita, pur nel rispetto delle norme. La crescita e’ strategica, la stabilita’ e’ una premessa”. Certo, ammette il premier, “sappiamo che ci sono diverse sensibilita’ in Europa, ma le politiche del passato non sono piu’ adatte a reggere la congiuntura economica”. Il presidente del Consiglio ancora una volta poi assicura che il suo esecutivo non vuole creare nuove forme di tassazione: “Non c’e’ nulla di definito”, ribadisce per tentare di porre fine alla polemica sulle ipotetiche tasse su bibite, merendine o voli. “Dico solo che il sistema produttivo deve essere spinto e incentivato a orientarsi verso un’attivita’ produttiva ecosostenibile, ecocompatibile, quindi il meccanismo delle penalizzazioni non e’ quello da me preferito”. E assolutamente centrale resta la proposta del Green New Deal e della lotta ai cambiamenti climatici, con la mobilitazione dei giovani che sta caratterizzando come non mai questa sessione dell’assemblea generale dell’Onu: “Dobbiamo inserire nella nostra Costituzione la tutela dell’ambiente, della biodiversita’, dello sviluppo sostenibile. Questo e’ un altro cambio radicale”, promette Conte.

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