Amazzonia: salviamola con gli ‘ecolodge’

“Gli studiosi sostengono che l’80 per cento dell’Amazzonia sia in salute ma secondo me, che da anni vivo all’interno della foresta vergine, meno del 30 per cento e’ancora conservata. E purtroppo oggi in Brasile c’e’ un governo
apertamente anti-ambientalista”. Cosi’ alla ‘Dire’ Christopher
Clark, fondatore della riserva naturale di Xixuau-Xiparina, un
parco di 581mila ettari a nord di Manaus.
Clark, scozzese di origine, brasiliano di adozione, verso la
seconda meta’ degli anni Ottanta ha iniziato a viaggiare
periodicamente all’interno dell’Amazzonia finche’ non ha stretto
amicizia con le comunita’ del Rio Jauaperi. “Un giorno mi hanno
chiesto aiuto” racconta. “A quell’epoca era forte l’emigrazione
dei giovani verso le citta’ perche’ la foresta non garantiva loro
alcun futuro. Non c’erano ne’ scuole, ne’ sanita’, ne’ lavoro. E’
cosi’ con gli anziani abbiamo creato la riserva, sostenendoci
attraverso il turismo ecosostenibile”.
L’idea sembra aver funzionato. Nella regione dove il Rio
Jauaperi incontra il Rio Negro e il Rio Branco ogni villaggio ha
almeno una scuola elementare. “Abbiamo portato qui migliaia di
turisti – sottolinea Clark – impiegando gli abitanti locali come
autisti, cuochi, guide, formati attraverso corsi che hanno
coinvolto anche le donne”.
Secondo l’attivista, molti giovani sono comunque costretti a
spostarsi in citta’ per completare gli studi ma “in tanti
scelgono di tornare, anche tra chi e’ laureato”.
Perche’ in questa riserva si svolgono anche programmi di
ricerca universitari, “arrivano pure tanti atenei italiani” dice
Clark. La riserva di Xixuau-Xiparina, poi, e’ meta ambita per i
documentaristi. “Accompagniamo le troupe televisive o le
produzioni cinematografiche” spiega l’ambientalista, secondo cui
nella riserva a oggi hanno visto la luce almeno 25 documentari.
Sul piano della biodiversita’ la riserva e’ un gioiello: “Qui
risiede la piu’ grande concentrazione di lontre giganti del
Sudamerica. Ci sono anche delfini, tartarughe, vari serpenti
d’acqua tra cui i caimani, tantissime varieta’ di pesci, per non
parlare di scimmie ed uccelli, come l’Aquila arpia, che abbiamo
avvistato proprio qualche giorno fa. E’ una specie rarissima”. I
fiumi che scorrono nella riserva, continua Clark, “sono molto
ambiti, perche’ consentono di ottenere immagini subacquee molto
nitide, grazie a queste acque, particolarmente trasparenti”.
Il progetto di Clark nei primi anni 2000 ha ottenuto anche il
sostegno del governo di Brasilia, e nel 2018 “per decreto del
presidente Michel Temer, Xixuau-Xiparina e’ stata dichiarata
‘riserva estrattivista’”. Come spiega l’esperto, si tratta di un
passo fondamentale per la conservazione di ecosistemi cosi’
preziosi e delicati: “E’ una qualifica che autorizza gli abitanti
locali a vivere delle risorse della foresta in modo sostenibile,
mentre nessuno dall’esterno puo’ farlo. Trattandosi di una
popolazione di 900-1.000 persone, la pressione sull’ambiente
resta bassa”.
Questo non basta pero’ piu’ a tutelare tale porzione di
Amazzonia: da quando Jair Bolsonaro e’ salito alla presidenza,
denuncia Clark, il governo ha iniziato a smantellare tutte le
norme e le istituzioni create negli anni a difesa dell’ambiente e
delle riserve indigene.
“Persino la persona a cui e’ stato affidato il ministero
dell’Ambiente e’ un anti-ambientalista” osserva l’attivista.
“L’attuale esecutivo non ha alcuna intenzione di preservare
l’Amazzonia. Per esempio, gli incendi degli ultimi mesi sono
scoppiati poco dopo la decisione di Bolsonaro di liberalizzare la
deforestazione. Sono iniziati ben quattro mesi prima la stagione
arida, quando normalmente si registrano i roghi. Non ultimo,
normalmente coinvolgono le ragioni meridionali, mentre le fiamme
hanno gia’ raggiunto una porzione della nostra riserva, che si
trova a nord. Sono molto preoccupato”.
Nella riserva, denuncia ancora l’ambientalista, sono in
aumento attivita’ dannose “come la pesca di frodo o la caccia
alle tartarughe”, anche loro specie protetta. Per non parlare
delle multinazionali: “Sono troppo forti, non e’ possibile per
noi, persone comuni, contrastarle”.
Per questo Clark lancia un appello: “Dobbiamo unirci tutti per
salvare cio’ che e’ rimasto del mondo naturale, che e’ molto poco
e si sta riducendo sempre di piu’ a causa delle attivita’
dell’uomo. Chi e’ sensibile a questi temi deve visitare la vera
Amazzonia, prima che sia troppo tardi”.

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