Conte bacchetta Di Battista e a Salvini dice: «Mai più con lui»

Stoccate ferine alla Lega, dialogo ecumenico con tutti gli altri, toni rassicuranti per dire, giorno in cui Matteo renzi formalizza la nascita dei suoi gruppi, che il governo terra’. Il mini-tour da neo-leader di Giuseppe Conte comincia alla festa di Articolo 1, la forza piu’ a sinistra tra quelle di governo, alla Citta’ dell’altra economia. Conte sale sul palco di Testaccio una manciata d’ore dopo il graffio di Alessandro Di Battista che, dopo giorni di silenzio, avverte il M5S: “il Pd e’ ipocrita e pericoloso, non vi fidate”. Parole alle quali Conte risponde con nettezza: “io mi fido del Pd perche’ e’ una forza che responsabilmente ha deciso di sostenere quest’esperienza di governo”, sottolinea. Non si nasconde, Conte, di fronte a Enrico Mentana che gli chiede se lo abbia infastidito la mossa di Renzi. “Mi hanno sorpreso i tempi, poteva esserci un’interlocuzione diretta, anche nel loro interesse, ma non e’ venuta meno la sostenibilita’ del progetto di governo”, sottolinea il premier, accolto al Testaccio dagli applausi dei militanti di Articolo 1 e dalla benedizione di Massimo D’Alema che, prima di stringergli la mano davanti ai flash dei fotografi, annuncia: “mi fido di lui”. E’ una fiducia reciproca, insomma, quella che si dipana dal primo palco che calchera’ in questi giorni Conte. L’atmosfera non sara’ le stessa sabato, ad Atreju, la “casa” di Giorgia Meloni. “Ma questo e’ il tempo del dialogo, bisogna anche saper prendere i fischi, nel caso”, spiega il premier che, domenica mattina, sara’ sul palco della festa della Cgil di Lecce. Novita’ assoluta della storia recente per il maggior sindacato italiano. E, per ora, Conte dimostra di muoversi a suo agio, come ammettono anche i dirigenti di Articolo 1 – da Roberto Speranza ai capogruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro -, tra gli stand di un centro-sinistra lontano dai social salviniani. “La politica deve avere visione, non deve fermarsi a decine di reazioni..”, e’ l’invito del premier. E il governo? “Sara’ privo di personalismi, io lo pretendero’. Se si riesce a conservare questo spirito di squadra potremo fare belle cose per i cittadini”, sottolinea Conte. Il premier non rinnega le riforme giallo-verdi, innanzitutto il reddito di cittadinanza (“non distoglieremo l’attenzione) e quota 100. Ma con la Lega la partita e’ chiusa. Per sempre. “Il mio “no” a Salvini e’ all’infinito. Non l’ho sentito e non e’ necessario”, e’ la chiusura di Conte. Del resto e’ lo stesso premier ad ammettere la sua vicinanza al centrosinistra. Anzi, “a un cattolicesimo democratico con cui c’e’ sensibilita’ di temi”. Per questo, le “ong non sono nemico del popolo ma controlleremo i confini”, e quella dei “porti chiusi-porti aperti e’ una formula riduttiva che non ho mai accettato”, sottolinea Conte che sul rapporto con l’Ue non nasconde il cambio di passo: con Salvini al governo “chiedevo cortesie personali, ora c’e’ un approccio sistemico, piu’ coerente”, rimarca. Con una stella polare: “non c’e’ alternativa, per l’Italia, a restare in un sistema integrato europeo”. Ma la maggioranza, nel frattempo, ribolle. Il M5S mugugna, spossato dall’attivismo renziano. E Italia Viva formalizza i gruppi alla Camera e al Senato: 41 parlamentari, 26 a Montecitorio e 15 a Palazzo Madama. “La priorita’ e’ il family act”, avverte l’ex premier trovando Conte d’accordo, tanto che il premier conferma: “asili nido e giovani” sono tra gli obiettivi della manovra. Ma l’ombra di Renzi incombe, anche se l’uomo di Rignano assicura fedelta’ al governo. Il suo obiettivo, per il momento, e’ lanciare Italia Viva, dentro e fuori il Parlamento, e anche dal punto di vista mediatico. Trovando la sponda di Matteo Salvini. Il confronto tra i due, annuncia Renzi, avverra’ su Rai Uno tra il 15 e il 17 ottobre. Ed e’ gia’ un appuntamento attesissimo.

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