Centrodestra in allarme per la calamita Renzi

Silvio Berlusconi non si scompone, la cena di Mara Carfagna va detonata. Il suo obiettivo ora è chiudere l’accordo con la Lega e cavalcare a suo favore il momento di difficoltà in cui sembra precipitato Matteo Salvini. È lui stesso a circoscrivere il raduno di ieri sera nel perimetro di una ‘mangiata tra amici’, una occasione “per parlare di cose che non siano la politica”. Non dargli importanza, perché ora bisogna gettare le basi per un centrodestra forte, in cui Forza Italia è “il cervello, il cuore e la spina dorsale”. Insomma “alleati con la schiena dritta e non sottoposti”.I contatti tra Arcore e via Bellerio proseguono, e secondo i rumors, per le prossime regionali sarebbe già tutto predisposto con una sola incognita: la Liguria. Giovanni Toti non sarebbe il candidato azzurro, ovviamente, mentre il Carroccio vorrebbe ricandidarlo come uomo di coalizione. Umbria ed Emilia invece sarebbero affidate alle Lega (con Donatella Tesei e Lucia Borgonzoni), per la Puglia Raffaele Fitto (Fdi), mentre Calabria, Toscana e Campania a Forza Italia. Un bottino pesante negli equilibri della coalizione, che il Cav continua a tenere sul filo del rasoio su due ‘temi sensibili’: la manifestazione del 19 ottobre a piazza San Giovanni e il referendum per il maggioritario.L’ex premier prende tempo, sulla protesta consegna alle cronache un “vedremo” che non piace al Carroccio e sembra mettere una pietra tombale sul progetto di Roberto Calderoli di cambiare la legge elettorale per arrivare in tutti i collegi con il maggioritario. “Noi invece riteniamo che questa legge elettorale funzioni – spiega tagliente – che il centrodestra abbia la possibilità di vincere le prossime elezioni anche i due terzi del proporzionale e quindi anche questo punto ci differenzia dalla Lega”. Non è tutto. Pure nel Parlamento europeo la connotazione azzurra resta europeista e mentre Salvini si scaglia contro Paolo Gentiloni, neo commissario Ue, l’uomo di Arcore gli dichiara il suo sostegno perché “sarà il guardiano degli interessi dell’Italia”.Berlusconi vuole giocarsi fino alla fine i 99 deputati e i 62 senatori, anche se molti sembrano già in fuga verso Cambiamo e Fdi. Non crede all’emorragia verso Matteo Renzi, anche se oggi è stato smentito da Donatella Conzatti che ha annunciato di abbandonare Fi per Italia Viva. Su una cosa metterebbe la mano sul fuoco: i circa 50 fedelissimi di Carfagna, riuniti ieri sera da ‘Gina’ ai Parioli. Dal ristorante romano è partito un grido incontrovertibile “né salviniani, né renziani ma per sempre berlusconiani”, che di certo non può ignorare, ma che, viene spiegato non può dettare la linea del partito. Dalle fila della vicepresidente della Camera si richiede una “diversificazione” dal Carroccio, non una rottura e Berlusconi sembra aver ribadito questi concetti. Carfagna non ha intenzione di buttarsi in scissioni che, Toti insegna, sarebbero condannate ad andare a rimorchio di altre realtà. La sua è una spinta verso uno spirito antisovranista, autonomo dalla Lega quindi, che guarda ai moderati e liberali. Per ora dal Cav le rassicurazioni sono arrivate in questo senso e da parte dell’esponente azzurra è stato chiarito il peso della sua squadra. L’avviso ai naviganti insomma è partito.

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