Renzi lancia “Italia Viva” «Con me in 40»

Disorientato, da oggi chiudo i conti col passato, e conta solo quello che farò”. Matteo Renzi arriva negli studi di Porta a porta e canticchia ‘Lungomare del mondo’ di Jovanotti. Sarà la colonna sonora della Leopolda 2019, è già la colonna sonora del momento. Il senatore di Firenze sarà forse disorientato, ma l’essere tornato nel giro di poco più di un mese al centro della scena lo galvanizza. È pronto alla nuova sfida: si chiamerà ‘Italia viva’ e conterà – e questa volta i conti sono suoi – “oltre 40 parlamentari, circa 25 deputati e 15 senatori”. Della squadra faranno parte poi le due ministre Teresa Bellanova (capodelegazione al Governo) e Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto, mentre resterà nel Pd la viceministra all’Istruzione Anna Ascani.Il sostegno al Governo, continua a ribadire, non è in discussione. Giuseppe Conte, è il refrain, non ha nulla da temere. “Non avrà problemi. Lo abbiamo fatto apposta per dare lunga vita” all’esecutivo, assicura. Anzi. Per il senatore di Scandicci la creazione dei gruppi farà sì che “qualcuno in più” e non “qualcuno in meno” sosterrà i giallorossi.Più complicato il rapporto con il Pd. “Nessuna polemica, non ho nemici nel Pd”, insiste Renzi. Il giudizio sul futuro, però, è tranchant. “Il partito novecentesco non funziona più – sentenzia – C’è bisogno di una cosa nuova, allegra e divertente. Io voglio molto bene al popolo del Pd. Per sette anni ho cercato di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopodiché i litigi e le divisioni erano la quotidianità”. Via ogni alibi, quindi. “Adesso rientreranno i parlamentari dell’ala sinistra, il Pd faccia il Pd. Io sono fuori”.Tra militanti e parlamentari, però, i dubbi restano. In tanti, sulla rete e tra i corridoi dei Palazzi, fanno fatica a digerire la scissione. Lotti, Guerini, Marcucci e altri big resteranno nel Pd. Quindi Renzi continuerà a controllare i gruppi parlamentari? è il pensiero di molti. “Ma se glieli ho lasciati tutti là a Zingaretti. Questa storia è una balla”, risponde lui, tradendo però la possibilità di poter in qualche modo gestire i flussi in entrata e in uscita nel nuovo movimento. La scommessa, comunque, è lanciata. E’ un’operazione di Palazzo? “Anche, ammettiamolo. Non siamo verginelle”, dice. Lui, in realtà, preferisce definirla “un’operazione machiavellica”. E, “badate bene, per me Machiavelli era un grande”, chiosa.

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