Le sirene renziane attirano Forza Italia

Decisiva sara’ la legge elettorale. Se avanzera’ il sistema proporzionale, FI rischia sul serio di spaccarsi. Al momento intanto le ‘sirene’ renziane hanno fatto scattare l’allarme. Perche’ una ventina di deputati – c’e’ chi fa il nome di Polverini, Rotondi, Brunetta e altri – e quasi altrettanti senatori sarebbero propensi a fare un percorso parallelo rispetto a quello fatto all’ex sindaco di Firenze. La costituzione di gruppi autonomi per sganciarsi definitamente dalla Lega e’ una strada, ma al momento e’ un percorso non ancora tracciato. I fari sono puntati soprattutto a Palazzo Madama, dove un gruppo di senatori – da tempo si fa il nome di Conzatti e Mallegni, solo per citarne alcuni – guarda con interesse alle mosse dell’ex segretario dem. Di fatto la scissione di Renzi ha comunque creato ulteriore fibrillazione nel partito. “FI rischia di dover competere nell’area dei moderati con un soggetto politico guidato da un leader di grande visibilita’ e proveniente da una tradizione diversa”, l’avvertimento di Carfagna. “Non possiamo e non vogliamo minimizzare la nascita dei gruppi renziani, ma allo stesso tempo sarebbe sbagliato legittimarli”, la replica di Gelmini. Il partito e’ sempre piu’ diviso. La vicepresidente della Camera ha riunito questa sera in un ristorante di Roma a cena una parte dei parlamentari – a raccogliere l’invito dovrebbero essere circa in 40 tra deputati e senatori – sottolineando che non si tratta di una mossa contro il coordinamento nazionale, che non c’e’ alcuna intenzione di costituire una corrente. Un ragionamento fatto anche al Cavaliere che avrebbe apprezzato la spiegazione. Ma l’ex premier, riferisce piu’ di un fedelissimo, avrebbe rimarcato come in questo momento non bisogna alimentare le spinte correntizie, che non occorre procedere con strappi o aprire contenziosi. Da qui la sua irritazione per il fatto che qualcuno (Carfagna ha sempre negato di voler aprire a Renzi) sul serio guarda all’operazione ‘Italia viva’.

L’ex presidente del Consiglio avrebbe contattato diversi malpancisti, rimarcando come in questa fase occorre essere compatti. Ma in tanti non si sentono salvaguardati da una strategia considerata troppo salviniana e promettono di non avere alcuna intenzione di andare in piazza con il leader della Lega. E cosi’ anche una riunione conviviale e’ diventata terreno di scontro. Anzi tra i vertici azzurri c’e’ chi accusa la vicepresidente della Camera di aver fatto gli inviti senza avvisare i capigruppo, di voler portare FI in una prospettiva di centro alla stregua dell’allora Udc di Casini o Udeur di Mastella. Carfagna ha ribadito qual e’ la sua preoccupazione: “La scalata renziana e’ un problema anche per Forza Italia. Bisogna ricominciare a fare politica”. Si aspetta ora l’intervento del Cavaliere. In un primo momento l’intenzione di alcuni fedelissimi dell’ex premier era quella di organizzare una cena sul tema della legge elettorale, proprio per contrastare l’incontro di Carfagna. Ma l’ex premier e’ in partenza per Strasburgo. Si e’ limitato a far sapere che sara’ lui a dettare la linea durante la festa di Viterbo organizzata da Tajani. Una tesi che viene respinta dai malpancisti: “Ormai – spiega un deputato – ognuno pensa per se’. Rispetto alla prospettiva di morire triturati da Salvini, meglio andare subito a vedere le carte di Renzi“. Ma in realta’ pure tra i forzisti insoddisfatti c’e’ divisione, molti non pensano affatto di poter abbracciare la causa del senatore di Firenze, vorrebbero solo che FI uscisse – questa la tesi – dalla sabbia mobili e affidasse a Carfagna il ruolo di coordinatrice nazionale.

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