Squadra al completo, Conte: «Progetto serio, non contro qualcuno»

“L’accelerazione era importante perché il paese attende risposte”. Il premier Conte è soddisfatto, l’obiettivo di completare la squadra di governo in tempi rapidi è stato raggiunto. “Una volta accertato che c’era un progetto politico serio, che non era un governo contro qualcuno, ho accettato”, ribadisce il presidente del Consiglio da Accumoli, conscio che mantenere insieme anche questa esperienza non sarà una passegiata. Il capo di palazzo Chigi ha sicuramente dato un ‘taglio’ diverso a questo esecutivo, adottando quella moral suasion necessaria, quando convivono due anime diverse e che fino a pochi giorni fa siedevano su scranni opposti in Parlamento. Puntando anche i piedi quando ce n’è bisogno. E’ infatti grazie al pressing dello stesso Conte che già nel pomeriggio di ieri si è cominciata a vedere una svolta sulla vicenda sottosegretari, spazzando via l’ipotesi di rinviare tutta la partita alla prossima settimana.Con i 42 nominati, tra sottosegretari e viceministri, l’esecutivo potrà quindi iniziare a lavorare, ridando così uno sprint anche al calendario parlamentare. Alla Camera si potrà, a questo punto, caledarizzare la tanto attesa legge ‘taglia poltrone’, ormai slittata ad ottobre, e anche il Senato, dopo la conferenza dei capigruppo di martedì, potrà riprendere in mano provvedimenti in stand by da troppo tempo. Il Conte bis quindi è ai nastri di partenza e il primo vero ostacolo da superare sarà quello del Def atteso entro il 30 settembre e poi dopo la metà di ottobre la legge di Bilanci su cui il il neo ministro, Roberto Gualtieri, sta già gettando le basi. Al fianco dell’esponente Dem, ci saranno i vice, Laura Castelli e Antonio Misiani, e i tre sottosegretari Pier Paolo Baretta, Maria Cecilia Guerra e Alessio Mattia Villarosa.sottosegretari e viceministri giureranno lunedì e, come conferma Conte, da quel momento “il governo sarà pienamente operativo”. Si chiude quindi un’altra fase di trattative e diverse tensioni, con liste stracciate e ricomposte per rispettare aspettative e, perchè no, promesse per mantenere equilibri interni e di alleanza. Una fase conclusa certo, ma non senza polemiche. La compagine giallorossa manca di una forte tonalità ‘rosa’. Il numero delle donne nelle seconde file del governo è pari solo a poco più di un terzo del totale: 15 su 42, e tra i ministri sono solo 7 su 21. Un altro dato salta agli occhi: è un esecutivo più spostato verso Sud che verso il Nord. Quindici componenti sono nati al Sud, 13 sono del Centro Italia, 11 del settentrione: formazione che rispetta la tendenza anche nei ministri con 11 meridionali, 8 nati al Nord e due romani. Ciò che fa però di più discutere è l’esclusione di un rappresentante della Toscana (regione di Matteo Renzi), benché nella squadra varata oggi ci siano uomini e donne appartenenti all’ala fedele al senatore di Pontassieve. Ben otto sottosegretari sono legati infatti alla corrente e sono: Ascani, Morani, Malpezzi, Scalfarotto e Margiotta.

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