Sorprese e esclusi eccellenti nella partita dei sottosegretari

La squadra di governo e’ finalmente al completo, cosi’ come aveva sollecitato anche ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, niente affatto entusiasta della prospettiva di aprire la fase di bilancio con una squadra dimezzata. Di qui l’accelerazione, il lavoro notturno portato avanti soprattutto in casa M5s che ha permesso la fumata bianca di primo mattino. “E’ tutto cambiato”, dicevano fonti parlamentari del Movimento alle prime ore del mattino. Perche’, in piena notte, gli schemi iniziali erano completamente saltati. E’ il caso di Stefano Buffagni, dato certo per il ministero dell’Economia e delle Finanze in qualita’ di sottosegretario, ‘dirottato’ allo Sviluppo Economico come vice ministro

Ma spostamenti e sostituzioni di caselle ci sono stati anche in casa dem dove la delicatezza delle elezioni umbre, il prossimo mese, hanno consigliato di non toccare il commissario Pd, Walter Verini, accreditato inizialmente per la Giustizia. E dove il deputato Emanuele Fiano ha visto sfumare ancora una volta la possibilita’ di far parte della compagine di governo, con un incarico al ministero dell’Interno, idea accarezzata anche al momento della scelta dei ministri. Ma tra gli esclusi dem il nome piu’ ‘pesante’ e’ sicuramente quello di Maurizio Martina, ex segretario ed ex ministro dell’Agricoltura, anche lui alla seconda esclusione dopo che il suo nome era circolato durante la fase delle trattative per gli incarichi dei ministri. Il compito piu’ difficile lo ha avuto, tuttavia, Luigi Di Maio: il Capo Politico del M5s ha voluto procedere alla scelta dei sottosegretari con metodo democratico, incaricando i presidenti delle commissioni di Camera e Senato di fornire una rosa di cinque nomi ciascuno. E questo per rispondere alla richiesta di trasparenza arrivata dagli eletti. Ma l’elenco arrivato sul tavolo del ministro degli esteri contava, alla fine, piu’ di 75 nomi a fronte delle 22 caselle inizialmente previste per M5s. Di qui la difficolta’ a bilanciare esperienza e ‘facce nuove’ superata solo a tarda notte. Naturale, quindi, la presenza di esclusi eccellenti, da Emilio Carelli (il nome del quale era circolato come sottosegretario con delega all’Editoria) all’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta

Ma spostamenti e sostituzioni di caselle ci sono stati anche in casa dem dove la delicatezza delle elezioni umbre, il prossimo mese, hanno consigliato di non toccare il commissario Pd, Walter Verini, accreditato inizialmente per la Giustizia. E dove il deputato Emanuele Fiano ha visto sfumare ancora una volta la possibilita’ di far parte della compagine di governo, con un incarico al ministero dell’Interno, idea accarezzata anche al momento della scelta dei ministri. Ma tra gli esclusi dem il nome piu’ ‘pesante’ e’ sicuramente quello di Maurizio Martina, ex segretario ed ex ministro dell’Agricoltura, anche lui alla seconda esclusione dopo che il suo nome era circolato durante la fase delle trattative per gli incarichi dei ministri. Il compito piu’ difficile lo ha avuto, tuttavia, Luigi Di Maio: il Capo Politico del M5s ha voluto procedere alla scelta dei sottosegretari con metodo democratico, incaricando i presidenti delle commissioni di Camera e Senato di fornire una rosa di cinque nomi ciascuno. E questo per rispondere alla richiesta di trasparenza arrivata dagli eletti. Ma l’elenco arrivato sul tavolo del ministro degli esteri contava, alla fine, piu’ di 75 nomi a fronte delle 22 caselle inizialmente previste per M5s. Di qui la difficolta’ a bilanciare esperienza e ‘facce nuove’ superata solo a tarda notte. Naturale, quindi, la presenza di esclusi eccellenti, da Emilio Carelli (il nome del quale era circolato come sottosegretario con delega all’Editoria) all’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta

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