Ecco il sottogoverno di Conte, con tutti i viceministro e sottosegretari

di COLOMBA MONGIELLO

Dopo un tira e molla tra i partiti che compongono il governo giallorosso durato il consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai 42 sottosegretari che completano la squadra di governo e che giureranno lunedì mattina. Chi pensava che almeno tra i sottosegretari si rispettasse la parità di genere è rimasto deluso: il numero delle donne è pari solo a poco più di un terzo del totale. Cioè 15 su 42 mentre tra i ministri le donne sono solo 7 su 21. 21 sottosegretari ai 5 stelle e 6 viceministri, 18 al PD e 4 viceministri, 2 sottosegretari a Lei e 1 a Maie.

Immancabili le proteste soprattutto in casa Dem, tra esclusi eccellenti e regioni completamente ignorante nella  scelta di governo. “Che una regione come la Toscana non abbia un suo rappresentante al governo, è assurdo. E’ stato fatto per leggerezza, stupidità? O per punire qualcuno ovvero Matteo Renzi? Delle due l’una e non sappiamo quale delle due motivazioni sia peggiore…” così le prime dichiarazioni nell’area renziana per l’assenza della Toscana nel governo. Nei giorni precedenti erano circolati i nomi di diversi toscani, come Gelli, Susanna Cenni. “ Avevamo posto il problema e dal Nazareno ci hanno garantito che ci sarebbe stata una soluzione. E invece vediamo solo un rancore assurdo e stupidità perché in Toscana, va ricordato, tra qualche mese si vota…” minacciano i renziani. E ci pensa il sindaco di Firenze, Dario Nardella, fedelissimo di Matteo Renzi a rincarare la dose: “Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza altrimenti sia dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato. Non solo è un peccato tenere fuori la Toscana democratica da questo governo ma credo che sia anche un errore clamoroso che rischia di far vedere le peggiori conseguenze da qui ai prossimi mesi”.Simona Bonafè, vicepresidente del gruppo dei Socialisti e Democratici a Strasburgo e segretaria regionale del Pd toscano è costretta ad intervenire: “Qualcuno a livello nazionale dovrà spiegare ai tanti militanti ed elettori toscani il motivo, ad oggi incomprensibile, per il quale la Toscana non sia stata considerata degna di avere un rappresentante ai massimi livelli, o se ci sia una purga Renzi che ancora oggi la Toscana deve pagare. La Toscana è stata l’unica regione dove nelle ultime elezioni europee il Partito Democratico ha saputo tenere testa alla Lega. Alle amministrative di giugno abbiamo riconquistato con il buon governo tutte le città capoluogo al voto e permesso al Partito Democratico nazionale di salvare un risultato complessivo molto deludente. Non possiamo essere considerati solo serbatoio di voti, esprimiamo una classe dirigente preparata e competente che avrebbe potuto dare un contributo importante al nuovo governo”. Tante le proteste sulla esclusione territoriale e nessuna giustificazione per il fatto che proprio Matteo Renzi ha scelto i suoi candidati nel governo fuori dalla Toscana, Bellanova, Malpezzi, Scalfarotto, Ascani, Margiotta tanto per fare un esempio. Tra gli esclusi figurano nomi eccellenti: Emilio Carelli, Maurizio Martina, Elisabetta Trenta, Deborah Serracchiani, Barbara Lezzi, Walter Verini, Francesco D’Uva, Emanuele Fiano, Luca Carabetta che da giorni riempivano le pagine dei giornali. Il presidente della regione Lazio nonché segretario Dem ha nominato due suoi assessori come sottosegretari aprendo quella nuova fase politica con i 5 stelle preannunciata ieri da Franceschini.La cooptazione della Bonaccorsi , insieme a quella di Manzella, apre un fronte in Regione Lazio col il tentativo di sostituire gli uscenti proponendo nomi vicini al mondo del Movimento 5 stelle, se non addirittura direttamente a esponenti pentastellati, facendo un primo, concreto passo in direzione di quell’apertura. Al momento si registrata una certa rigidità tra i rappresentanti dei 5 stelle ma si sa che nel movimento sono abituati a repentini cambiamenti di opinione come è successo con la nomina di Giancarlo Cancelleri viceministro al Mit e già candidato ed eletto alle elezioni regionali infrangendo la regola del divieto di cumulo degli incarichi. Tra i grillini non si è  sopita la protesta neanche sulla mancata discontinuità. “Emanuela Del Re, Di Stefano, Crimi, Sibilia, Ferraresi, Tofalo, Castelli, Villarosa. Quasi la metà della squadra è composta dagli uscenti”. Poi c’è il tema della composizione geografica della squadra: tra i 42 nominati in Consiglio dei ministri, 15 sono nati al Sud, 13 sono del Centro Italia, 11 del settentrione. Un trend che conferma la tendenza già emersa nella squadra dei ministri (11 meridionali, otto nati al Nord, e due romani).La lega non perde l’occasione e va già all’attacco: il deputato Franco Manzato (già sottosegretario all’agricoltura nel governo gialloverde) dice che “nella scorpacciata di poltrone del governo Conte bis il nord produttivo non è stato rappresentato come invece meritava”, con particolare riferimento all’Agricoltura. Singolare il caso del dicastero agricolo:  Due pugliesi, Bellanova e L’Abbate rispettivamente ministro  e sottosegretario dello stesso ministero anche se rispetto ai governi precedenti perde un sottosegretario come è successo per il Ministero per l’ambiente. 

LA PATTUGLIA DI VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI

Presidenza consiglio dei ministri:Mario Turco (M5S, programmazione economica e investimenti)
Andrea Martella (Pd, editoria)

Rapporti con il parlamento:
Gianluca Castaldi (M5S)
Simona Malpezzi (Pd)

Affari Ue:
Laura Agea (M5S)

Esteri:
Emanuela Del Re (M5S, viceministro)
Manlio Di Stefano (M5S)
Marina Sereni (Pd, viceministro)
Ivan Scalfarotto (Pd)
Ricardo Merlo (Maie)

Interni:
Vito Crimi (M5S, viceministro)
Carlo Sibilia (M5S)
Matteo Mauri (Pd, viceministro)
Achille Variati (Pd)

Giustizia:
Vittorio Ferraresi (M5S)
Andrea Giorgis (Pd)

Difesa:
Angelo Tofalo (M5S)
Giulio Calvisi (Pd)

Economia:
Laura Castelli (M5S, viceministro)
Alessio Villarosa (M5S)
Antonio Misiani (Pd, viceministro)
Pierpaolo Baretta (Pd)
Cecilia Guerra (Leu)

Mise:
Stefano Buffagni (M5S, viceministro)
Alessandra Todde (M5S)
Mirella Liuzzi (M5S)
Gianpaolo Manzella (Pd)
Alessia Morani (Pd)

Politiche agricole:
Giuseppe L’Abbate (M5S)

Ambiente:
Roberto Morassut (Pd)

Mit:
Giancarlo Cancelleri (M5S, viceministro)
Roberto Traversi (M5S)
Salvatore Margiotta (Pd)

Lavoro:
Stanislao Di Piazza (M5S)
Francesca Puglisi (Pd)

Istruzione:
Lucia Azzolina (M5S)
Anna Ascani (Pd, viceministro)
Giuseppe De Cristofaro (Leu)

Cultura:
Anna Laura Orrico (M5S)
Lorenza Bonaccorsi (Pd)

Salute:
Pierpaolo Sileri (M5S, viceministro)
Sandra Zampa (Pd)

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *