La lunga notte dei sottosegretari

La maggioranza resta alle prese con il caso sottosegretari. Si dovrebbe chiudere entro oggi ma il prolungarsi delle trattative ha fatto scattare l’allarme a palazzo Chigi che punta al completamento della squadra di governo per stringere su diversi dossier, a partire da quello della legge di bilancio. E’ un caos, sottolinea un ministro, che rischia di dare linfa alla propaganda salviniana. E infatti il leader della Lega chiama in causa direttamente il presidente della Repubblica Mattarella, chiedendogli di fermare “questo scempio”. E’ stato il premier Conte a imporre un’accelerazione e chiedere agli interlocutori di Pd e M5s di chiudere in tempi brevi sulla lista. L’irritazione del presidente del Consiglio viene rimarcata da fonti parlamentari di entrambe le forze politiche. Conte insomma si aspetta che il governo parta con il piede giusto, che non inciampi in litigi e discussioni all’infinito, come accadeva nel governo giallo-verde. La maggioranza trattera’ tutta la notte per completare la squadra. Ma nel Pd si sottolinea come lo schema per quanto riguarda il partito del Nazareno sia composto e che non c’e’ neanche un problema di deleghe con il Movimento 5 stelle. Sono i pentastellati a dover sciogliere gli ultimi nodi. Lo scontro principale e’ sempre legato al ministero dell’Economia, con M5s che avrebbe chiesto di essere maggiormente tutelato perche’ a via XX settembre siede un ministro dem. M5s e Pd sotto traccia stanno discutendo anche della possibilita’ di un accordo di desistenza in Umbria e in altre regioni.

Nel centrodestra, invece, in questo fine settimana si dovrebbe tenere un vertice a Milano sul tema delle regionali. Al momento non e’ stata fissata la data ma le diplomazie sono al lavoro. Salvini, dal canto suo, sta preparando Pontida: si attende un pratone pieno con almeno 50 mila persone. Sara’ in bella mostra anche la bandiera italiana per dimostrare ancora una volta che la fase della Lega nord e’ terminata. Ma importante sara’ anche l’appuntamento che terra’ venerdi’ con gli amministratori, i presidenti di regione e circa 400 sindaci. L’obiettivo e’ dar vita a quello che nella Lega chiamano “il governo reale del Paese”, non quello che e’ nato “nel chiuso dei palazzi”. Il prossimo venerdi’ invece si terra’ la festa di FdI. L’anno scorso la Meloni lancio’ il progetto di allargamento del partito a Fitto e Musumeci. Quest’anno dovrebbe puntare sull’asse con tutti coloro che vogliono mandare a casa il governo rosso-giallo. Lo sguardo e’ rivolto a FI, dove c’e’ un fronte che guarda con interesse alle prossime (eventuali) mosse di Renzi e soprattutto al progetto di una legge elettorale proporzionale. Si muove anche FI. Mentre la vicepresidente della Camera Carfagna sta costruendo la sua rete che va dai parlamentari agli amministratori (una sorta di componente interna ma per dare vita ad iniziativa su temi specifici), dal 20 al 23 settembre si terra’ la kermesse che Tajani organizza annualmente. Questa volta la sede sara’ Viterbo e verranno invitati anche i presidenti delle maggiori sigle sindacali, a partire da Confindustria. (AGI)

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