Bergoglio e Ratzinger, gli aneddoti inediti sull’elezione dei due papi

Aneddoti inediti sulle elezioni di papa Francesco e del predecessore Benedetto XVI. Sono contenuti in ‘Extra omnes’, l’ultimo volume di Francesco Antonio Grana, vaticanista de ilfattoquotidiano.it, nel quale prendono vita particolari ancora sconosciuti dei conclavi del 2005 e del 2013. Tra questi anche il momento in cui i due cardinali hanno capito che sarebbero diventati papi. “Nell’ultima votazione del conclave del 2013 – racconta il giornalista – avviene un fatto singolare. Al momento dello scrutinio su una scheda si legge il nome ‘Bertoglio’. Al che i cardinali discutono su colui a cui attribuire quel voto: ‘A Bertello, Bertone o Bergoglio?'”. Il “voto per il pupo e i suoi due padrini”, il commento di un cardinale che confida di aver sempre votato per Scola durante tutto il conclave. Il voto per ‘Bertoglio’ non verrà attribuito. 

Francesco Grana racconta poi il momento in cui Jorge Mario Bergoglio diventato papa entra nella ‘stanza delle lacrime’ per la vestizione: “Il tempo della vestizione dura più del solito, al che il cardinale Giovanni Battista Re, che aveva guidato il conclave, chiede al cerimoniere pontificio che era rimasto nella Cappella Sistina di bussare alla porta della ‘stanza delle lacrime’. Il cerimoniere bussa, ma dall’interno nessun segno. ‘Monsignore -dice il cardinale Re -, bussi, bussi più forte. Il mondo aspetta il nuovo Papa’. Bergoglio esce vestito semplicemente con la talare bianca e al collo ha la sua croce pettorale, la stessa che ha sempre portato a Buenos Aires e che continua a tenere tuttora. Ha semplicemente staccato il crucicordo cardinalizio, quello rosso e dorato, e ha attaccato la sua croce alla vecchia catena di metallo”. Svela il giornalista:”Se l’era messa nella tasca della talare prima di lasciare la stanza assegnatagli a Casa Santa Marta per salire sul pullman che lo avrebbe portato nella Cappella Sistina per le votazioni finali del conclave. A dimostrazione che Bergoglio, quel pomeriggio, era consapevole che sarebbe stato eletto Papa. I cardinali lo fissano intensamente e si mettono in fila per l’atto di obbedienza. Francesco resta in piedi, senza sedere sul trono collocato al centro subito sotto il Giudizio universale di Michelangelo”.

“Nel frattempo, – racconta ancora il vaticanista – un cerimoniere pontificio apre le porte della Cappella Sistina e rivolto ai presenti che attendevano all’esterno, nella Sala Regia, e che ancora ignoravano chi fosse stato eletto, senza svelare il nome del nuovo Papa profeticamente afferma: ‘Non è cambiato un mondo. È cambiato il mondo’. L’allora sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Becciu, entra nella Sistina ma non riesce a vedere dal fondo il neo eletto. Mentre guarda i possibili candidati della vigilia e li vede tutti ancora vestiti di rosso, si sente afferrare il braccio. È il cardinale Antonio Maria Vegliò che gli domanda: ‘Eccellenza, cosa ha fatto il Milan ieri sera?’. ‘Ha vinto, Eminenza’, replica Becciu che domanda: ‘Ma chi avete eletto?’. ‘Bergoglio'”. Non solo Bergoglio e Ratzinger, ‘Extra omnes’ ripercorre anche il tema delle dimissioni dei vescovi di Roma. (cro-Dav/AdnKronos)

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