Totoministri: in corsa Castelli, Lamorgese e Bellanova

Iniziato il conto alla rovescia per la nascita del 66° Governo della Repubblica, il primo dell’era Conte – Grillo – sinistra. Un esecutivo di riforme e di rilancio economico. Elaborato il programma, la lista dei Ministri e’ nelle mani di Conte, ma fino a quando il Presidente del Consiglio incaricato non la sottoporra’ al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella impazzera’ il totonomi. Dopo una vita da mediano, Giuseppe Conte emerge come protagonista e regista della crisi, dall’impatto iniziale contro Matteo Salvini all’epilogo della maggioranza fra 5 Stelle, Pd e Leu. Come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e segretario del Cdm il Premier ha indicato un suo uomo di sua fiducia: l’attuale segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa, figlio dell’ex Presidente della Corte Costituzionale. Dopo aver archiviato l’imbarazzante nodo del vicepremier reclamato fino all’ultimo da di Luigi Di Maio, tra i ministri ci sara’ la figura del “capo delegazione”: per il Pd sara’ Dario Franceschini, per i 5 Stelle Di Maio. Ma proprio riguardo al capo politico del Movimento rimane incertezza. sull’incarico che andra’ a ricoprire: Esteri (il piu’ probabile) e Difesa

 I pentastellati dovrebbero aver ottenuto la conferma dell’uscente Alfonso Bonafede alla Giustizia e Sergio Costa all’Ambiente, tuttavia, nelle ultime ore per l’Ambiente viene data come probabile anche Rossella Muroni di Leu. Due i nomi per le Insfrastruttture: il capogruppo al Senato dei 5 Stelle Stefano Patuanelli e la vicesegretaria Pd Paola De Micheli, che e’ in corsa anche per il Mise. Se De Micheli dovesse andare al Mit, al ministero dello Sviluppo economico potrebbero essere destinati o lo stesso Patuanelli oppure Laura Castelli, sempre M5s, attuale viceministro dell’Economia. Per l’Interno la soluzione, per cosi’ dire tecnica, del Prefetto Luciana Lamorgese ha una valenza tutta politica. Accanto al nome dell’ex Prefetto di Milano rimane anche quello di Franco Gabrielli, attuale capo della Polizia. Al Ministero dell’Economia e’ in pole position Roberto Gualtieri, eurodeputato Pd e presidente della commissione Affari economici del Parlamento Europeo, ma con le possibili alternative “tecniche” di Salvatore Rossi, ex dg di Bankitalia, e Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea degli investimenti. 

Per il ministero del Lavoro crescono le quotazioni di Nicola Morra, senatore M5s e presidente della commissione Antimafia, mentre Teresa Bellanova, Pd, area Renzi, e’ in corsa per l’Agricoltura. Sempre per i renziani, Anna Ascani, vicepresidente Pd, potrebbe andare agli Affari regionali, mentre per il capo delegazione Pd, Dario Franceschini, si prospetta un ritorno ai Bemni Culturali o alla Difesa, dove pero’ sembra favorito il renziano Lorenzo Guerini, che lascia la presidenza del Copasir. Nel puzzle del Governo rientra anche il commissario europeo che deve indicare l’Italia e che dovrebbe essere Paolo Gentiloni, ex premier e presidente del Pd. Nella squadra di Governo dovrebbero rientrare – o come ministri, oppure come sottosegretari – anche i pentastellati Riccardo Fraccaro e Vincenzo Spadafora.

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