Conte bis, passi avanti per il programma ma resta il chiarimento politico su Di Maio

Passi avanti sul programma, con una bozza definitiva o quasi, che potrebbe unire le richieste di Pd e M5S e vedere la luce nelle prossime ore. Ma per far partire il governo resta la necessità di un chiarimento politico dopo le dure parole di Luigi Di Maio. E’ questo lo stato della trattativa tra le due forze politiche, che si sono confrontate ancora a livello di capigruppo parlamentari, assieme al premier incaricato Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi.Il confronto, in realtà, viene posticipato, scivolando dalla mattina ad ora di pranzo su richiesta di Conte, che ad inizio giornata sale al Quirinale per un faccia a faccia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questo fa subito partire voci secondo le quali il premier sarebbe pronto a rimettere l’incarico, forse proprio perché Luigi Di Maio aveva dato l’aut aut: o si accettano le condizioni pentastellate, o andiamo al voto.Ma il colloquio tra Conte e Mattarella viene inquadrato come una “normale interlocuzione”. Dato che il Quirinale ha chiesto all’avvocato di avviare consultazioni che hanno aggiunto elementi su cui ragionare, è prassi che i due presidenti si vedano per un aggiornamento sulla situazione.Sceso dal Colle, Conte ospita il tavolo che aveva posticipato. Per il M5S arrivano Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, responsabili pentastellati alla Camera e al Senato. Sul lato dem, invece, ci sono Graziano Delrio e Stefano Patuanelli. All’uscita, entrambe le delegazioni spiegano che si è parlato di programma e non sono stati affrontati nodi politici come il ruolo di Di Maio.Delrio parla di “ulteriori passi positivi”, spiegando che Conte lavorerà per limare le differenze. Sul programma, insomma, non sembrano esserci enormi difficoltà, mentre “sul fronte politico c’è bisogno di un chiarimento”, spiega Marcucci. Nessuno ne parla esplicitamente, ma il problema sarebbe sempre quello: i dem non vogliono Di Maio come vice di Conte. I due, assieme a Zingaretti, potrebbero incontrarsi nelle prossime ore, per arrivare ad una soluzione definitiva.Nella partita vuole entrare anche Liberi e Uguali, tanto che il senatore Pietro Grasso accusa Pd e M5S di voler “fare da soli: altro che svolta, auguri e buon lavoro!”. Nei giorni scorsi, il nome di Grasso era circolato per il ministero della Giustizia e, in alternativa, si era ipotizzato che LeU potesse avere l’Ambiente. Lo staff di Conte, da parte sua, fa sapere di aver ricevuto un documento con i contributi programmatici del partito, consegnato alle delegazioni Pd e M5S riunite a Palazzo Chigi, dove gli esponenti di LeU potrebbero essere presto convocati. Tutto questo fa infuriare Matteo Salvini, che parla di un esecutivo “di ultra-sinistra” e di “vergognoso mercato delle poltrone”.Fonti dem chiedono però di focalizzarsi sul confronto programmatico, dicendosi fiduciose sui provvedimenti che potrebbero essere varati con il nuovo esecutivo. Nel corso del confronto con D’Uva e Patuanelli, dicono dal Pd, sarebbero state accolte gran parte delle proposte del Nazareno, a partire dal taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, da una nuova legge sull’immigrazione (che farebbe forse da correttivo ai decreti sicurezza). L’accordo sul blocco dell’aumento dell’Iva sarebbe cosa fatta e, sempre secondo i dem, ci sarebbe l’ok allo sblocco immediato delle infrastrutture. 

Matteo Bosco Bortolaso (La Presse)

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *