Nuovo governo, la corsa alle poltrone

Con cautela e tra mille smentite, non si arresta il totoministri del governo **giallorosso**. Il nodo principale sembra essere sempre quello legato ai vice premier: due, uno per parte, secondo i pentastellati (e per loro Di Maio). Uno, del Pd, per i dem (Orlando e Franceschini in ‘pole’). Secondo fonti parlamentari, al Nazareno dovrebbero andare ministeri di primo piano come gli Esteri, dove continua a circolare il nome di Paolo Gentiloni. Ma non calano nemmeno le ‘chance’ dell’attuale ministro, Enzo Moavero Milanesi. Per la scelta dell’inquilino della Farnesina, potrebbe avere il suo peso la scelta del commissario Ue per l’Italia: Roberto Gualtieri, lo stesso Gentiloni e Enrico Letta tra i ‘papabili’. Altra casella di peso è quella del ministro dell’Economia: fonti parlamentati indicano con decisione il nome di un super tecnico “capace di rassicurare i mercati”. Quindi, no al nome di un politico (Antonio Misiani o Gualtieri), in calo le ‘chance’ di riconferma di Giovanni Tria. Allo Sviluppo potrebbe andare Paola De Micheli. Il nome di Maurizio Martina circola con insistenza (alle Regioni), cosi come quello di Ettore Rosato (Rapporti con il Parlamento). Per i renziani, però, potrebbero avere chance Lorenzo Guerini (che dovrà lasciare il Copasir), Anna Ascani (Cultura), Simona Malpezzi (Istruzione). La pattuglia pentastellata dovrebbe contare su Stefano Patuanelli (Infrastrutture), Alfonso Bonafede (Giustizia, ma anche Orlando sarebbe in corsa per via Arenula se non sarà vice premier), Riccardo Fraccaro (Pa). Potrebbe restare dov’è Giulia Grillo. 

Disco a parte merita Di Maio, potrebbe avere la Difesa (dove però potrebbe essere confermata la Trenta) o l’Interno, dove resta molto quotato anche Franco Gabrielli. Se, però, nel gioco degli incastri il Viminale dovesse andare al Pd, circola di nome di Franceschini o di Emanuele Fiano. Oltre a quello di Gabrielli, c’è anche un altro tecnico che potrebbe trovare spazio nel governo **’giallorosso’**: Raffaele Cantone, per lui possibile la Giustizia o le Infrastrutture. Altro tecnico potrebbe essere Roberto Cingolani, all’Istruzione. C’è, però, un nodo che nessun ‘totonomi’ riesce ancora a sciogliere con sufficienza: la presenza delle donne. Nei contatti di queste ore, a parole sia il Pd che il M5s si sono detti determinati a garantire una robusta rappresentanza di genere. Questo, alla fine, potrebbe portare a designazioni ‘a sorpresa’ in rosa. (Gmg/AdnKronos)

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