Crisi di governo a una svolta da Pd e 5 Stelle, si va al Colle

di COLOMBA MONGIELLO

È fatta o quasi per il governo giallorosso dopo una giornata trascorsa sulle montagne russe per le forze che daranno vita al nuovo governo. Il continuo stop and go ha caratterizzato i contatti tra i due partiti dopo il vertice della scorsa notte che ha prodotto un nulla di fatto tanto da far presagire il ritorno alle urne. Mentre Mattarella riceveva i partiti minori per un secondo giro di consultazioni, il partito democratico e il movimento 5 stelle giocavano ai due innamorati che si incontrano, litigano, si tengono il muso e poi fanno pace. il veto posto dal PD su Giuseppe Conte quale premier del governo di svolta e il posto di vicepremier e capo del Viminale per Luigi Di Maio che i piddini vogliono per un loro rappresentante,  rendeva il percorso in salita e solo nel tardo pomeriggio una telefonata di palazzo Chigi sbloccava la situazione. Dichiarazioni ottimiste alla fine della riunione durata quasi due ore fra le delegazioni M5s e Pd che ha fatto ripartire il confronto sul programma per il nuovo Governo. “ E’ stata una riunione serena secondo il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, in un breve punto stampa  con la vicesegretaria del Pd Paola De Micheli e il capogruppo al Senato Andrea Marcucci. “Abbiamo approfondito i punti per una base comune di programma”, ha detto De Micheli. “Il lavoro continua” ha sottolineato Marcucci. “Il Pd ci ha illustrato i suoi punti e noi abbiamo ribadito i nostri dieci punti programmatici. Ci riaggiorniamo, abbiamo chiarito che comunque il nostro capo politico è Di Maio. Ora stiamo andando da Di Maio per riferire” le prime dichiarazioni del capogruppo dei senatori M5s Stefano Patuanelli uscendo dalla riunione con il Pd. Alla fine dell’incontro alla Camera i capigruppo pentastellati D’Uva e Patuanelli raggiungevano l’assemblea congiunta dei parlamentari M5s per informare i gruppi sulle  decisioni relative al  nuovo governo. A sorpresa il presidente Donald Trump irrompeva nella giornata politica italiana con un tweet a sostegno di Conte: “Comincia a mettersi bene per l’altamente rispettato primo ministro della Repubblica italiana, Giuseppi Conte. Ha rappresentato l’Italia in modo energico al G7. Ama molto il suo Paese e lavora bene con gli Usa. Un uomo molto talentuoso, che spero resti primo ministro!”: con questo audace endorsement il presidente americano dava il via libera  ad un nuovo esecutivo guidato da Conte , il giurista di Foggia sconosciuto a molti che viene apprezzato dalle cancellerie straniere e da giorni ci sono articoli sulla stampa estera  di apprezzamento sul suo lavoro e sulla sua competenza.  Al tweet di Trump si aggiungeva  quello di Bill Gates, che dopo il G7 ha ringraziato la “grande leadership” dell’Italia (nominando Conte), Germania e Commissione Ue per il loro impegno a favore del GlobalFund, che consentirà’ di lottare contro Aids, tubercolosi e malaria (Roma ha annunciato l’aumento del contributo a 161 milioni di euro per il prossimo triennio). Fra il presidente americano  e l’avvocato era scattata  una certa simpatia sin dal primo incontro al G7 canadese nel giugno 2018, dove il capo del governo italiano aveva tra l’altro condiviso la proposta di Trump di riammettere la Russia tra i Grandi. Proposta rilanciata dallo stesso presidente Usa al G7 francese. I due si erano rivisti il mese dopo al vertice Nato, suggellata a fine luglio da un incontro alla Casa Bianca tra quelli che il tycoon aveva definito “due outsider della politica”, entrambi simboli del cambiamento. Un faccia a faccia che aveva inaugurato una serie di visite, culminate quest’anno con gli incontri a Washington dei due vice di Conte: in marzo Luigi Di Maio e in giugno Matteo Salvini. Trump guarderebbe  a Conte come  figura di garanzia. La lega intanto incoraggiata da momenti di quasi rottura tra i due contraenti  non molla. Matteo Salvini chiede di andare al voto ma continua a corteggiare gli ex alleati trovando un alleato in Alessandro Di Battista, che ogni giorno da’ addosso ai dem facendo leva sul malcontento all’interno della base grillina.  Da una diretta Facebook dai giardini del Viminale, il ministro dell’Interno ribadisce: “Abbiamo fiducia che Mattarella non permetterà questo mercimonio ancora a lungo”, con questa “contrattazione di ministeri e poltrone sembra di tornare ai tempi della Prima Repubblica”. E rincara la dose togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: “Conte e’ la riedizione del governo Monti, che preparava la manovra su suggerimento dei suoi amici Merkel e Macron”.  Oggi il secondo giro di consultazioni di Mattarella con i partiti maggiori che sciogliendo le risorse potrebbero dare vita al nuovo governo. Il condizionale è d’obbligo vista la giornata di ieri ma il Colle non consentirà ulteriori perdite di tempo e nelle prossime ore si chiarirà se ci sarà un governo giallorosso o le elezioni anticipate.

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