Salvini “spara a zero” su Conte ma riapre ai 5 Stelle: “Ci sono, si può fare”

Giuseppe Conte come Mario Monti. Il copyright e’ di Matteo Salvini che prova a uscire dall’angolo in cui la trattativa tra M5s e Pd lo ha messo paragonando l’ipotesi di un Conte bis all’esperienza dei tecnici guidata dal professore milanese. Il capo della Lega appare in diretta Facebook in tempo per i tg dell’ora di pranzo e, rivolgendosi ai suoi sostenitori, suona la ‘carica’ contro l’ipotesi di un esecutivo con il Pd alla quale stanno lavorando gli ex alleati di governo. Ma – tra un attacco ‘feroce’ e l’altro – lancia, pero’, un nuovo messaggio di apertura ai pentastellati: “Per settimane i 5 Stelle ci hanno sfidato a votare il taglio dei parlamentari, ci sono anche per farlo domani. Ci sono, va bene, si puo’ fare: e’ un segnale di serieta’ e di rispetto del contratto di governo e di altra promessa mantenuta. Bisogna preparare una manovra economica importante che tagli le tasse”. Tutto il resto e’ all’attacco. “Conte evidentemente stava preparando da tempo questa manovra su suggerimento di Merkel e Macron”, sostiene il segretario leghista, che tralascia, pero’, di aver provocato lui la crisi, annunciando una mozione di sfiducia a Conte a inizio agosto. “Piu’ che un Conte bis sarebbe un Monti bis perche’ porterebbe al governo gli sconfitti”, rincara Salvini. “State perdendo giorni non trovate l’accordo sui ministeri, non su progetti, ma sulle poltrone. Sembra di tornare indietro ai tempi di De Mita e Fanfani”.

“Chiedo a chi fa il governo degli sconfitti – i governi degli sconfitti con la benedizione dei poteri forti di Bruxelles non hanno mai portato fortuna a nessuno – di fare in fretta. Se volete fare, fate in fretta”, afferma. “Altrimenti date fiducia a 60 milioni di italiani” con il voto, aggiunge. “Confidiamo che il presidente Mattarella non permettera’ questo mercimonio ancora a lungo. Qualsiasi cosa vogliate fare, fate in fretta, altrimenti la strada maestra sono le elezioni”. “Il totoministri mi sembra un po’ il calciomercato”, sostiene, attaccando i 5 stelle: “Coloro che volevano portare il cambiamento stanno dando dimostrazione della piu’ vecchia politica dei palazzi, al chiuso delle stanze stanno distribuendo i ministeri”. Stoccata all'”amico” Luigi Di Maio: “Leggevo che Di Maio si sarebbe impuntato perche’ vuole fare il ministro dell’Interno. Vai, fai, se mi chiederai consiglio, ti daro’ suggerimenti”. E poi uno sguardo finale sul futuro suo e del partito: “Comunque vada io non mollo, lavoro al governo e, se dovessi andare all’opposizione, lavorerei ancora di piu’. Entro il mese di settembre, chiamero’ a raccolta le migliaia di amministratori locali”, annuncia. “Ripartiamo dal basso, dai territori, dai campanili e non dai palazzi”. Appuntamento con il raduno di Pontida il 15 settembre per rimettere sui binari il partito, con la ‘fronda nordista’ guidata dall’ex sfidante al congresso Gianni Fava (quest’ultimo sconfitto 82% a 17% nel 2017) che parla di “fine dell’uomo infallibile” e minaccia la fondazione di una corrente. (AGI) 

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