Crisi di governo, Mattarella mette tutti alla prova

di COLOMBA MONGIELLO

E Mattarella all’ora di cena scuro in volto e con modi piuttosto bruschi  detta le sue condizioni per la formazione del nuovo governo. 
Ringrazia Conte per il lavoro svolto le cui dimissioni sono avvenute per” una dichiarata rottura polemica tra i due alleati di governo” e indica le condizioni per un nuovo governo, con una maggioranza parlamentare solida su un programma condiviso. Molto serio il tono del Presidente quando concede ulteriore tempo fino a martedì per verificare il perimetro di una nuova alleanza altrimenti scioglie le Camere. Forse è deluso il Presidente per l’esito dei colloqui cominciati in mattinata. La giornata era cominciata con la delegazione del Partito Democratico  con in testa il segretario Zingaretti e i capigruppo di Camera e Senato.
Il segretario dem forte del voto unanime della direzione del suo partito pone le condizioni per una eventuale partecipazione al governo: “Un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, un’ampia base parlamentare e che possa ridare una speranza agli italiani. Ovviamente, se non dovessero esistere queste condizioni,  tutte da verificare allo stato attuale,  e lo abbiamo ribadito al presidente Mattarella, lo sbocco naturale della crisi sono nuove elezioni anticipate a cui il Partito democratico e’ pronto”. Questa la posizione dei dem all’insegna della discontinuità’:
 “Un esecutivo non a qualsiasi costo”, ribadisce come un mantra il leader del Pd, che rilancia i cinque punti approvati ieri dalla direzione nazionale del partito come condizione per siglare un’intesa con il Movimento cinque stelle. 
La delegazione dem faceva appena in tempo ad uscire dal Quirinale e già cominciavano i primi distinguo tra i dem renziani in testa  che per primi avevano aperto ad un governo con i 5 stelle riguardo alle condizioni poste da Zingaretti:  “Non ne sapevamo assolutamente nulla”, dichiarano le fonti renziane che osservano: “Se si voleva far fallire la trattativa lo si sarebbe dovuto dire subito” visto che non era questo l’accordo raggiunto all’unanimità nel partito. Col passare delle ore si delineava più chiaramente la posizione del pd con il Quirinale e pare sia stato proprio il Presidente del partito, Paolo Gentiloni, oggi nella delegazione salita al Colle a porre le condizioni al Quirinale. E qualcuno tra i dem sospetta che l’ex premier faccia di tutto per far saltare una possibile intesa con i 5 stelle “
Per il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in grande spolvero con Tajani e le due capigruppo si è intrattenuto tre quarti d’ora a colloquio con Mattarella e ribadisce la convinzione di “costituire in Parlamento una maggioranza di centrodestra che corrisponda al sentire degli italiani. Qualora non sia possibile realizzarla, la strada maestra e’ una sola: elezioni anticipate. Questo e’ il suggerimento che ho formulato al capo dello stato nel quale Forza Italia ripone la massima fiducia per le scelte che riterrà’ opportuno di operare” e oggi “mettiamo in guardia dal rischio di un esecutivo frutto di una nuova maggioranza tra diversi. Una maggioranza che non rispecchia assolutamente la maggioranza degli elettori italiani. Una mera coincidenza di interessi tra forze politiche che si sono contrastate fino a pochi giorni prima non può’ essere certo la base su cui costruire un esecutivo stabile e credibile, e costituisce piuttosto una presa in giro degli elettori, un tradimento delle loro volontà'”. In “nessun caso”, conclude Berlusconi, “Forza Italia e’ disponibile a partecipare ad operazioni politiche di questo tipo, ad un’alleanza con chi abbiamo contrastato in campagna elettorale, e che esprime una visione del Paese diversa ed opposta alla nostra”.
Si era presentato diviso il centro destra da Mattarella a differenza dello scorso anno e prima di Forza Italia era stata la volta di    Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia secondo la quale le elezioni sono oggi l’unico esito possibile, rispettoso dell’Italia, dei suoi interessi, del suo popolo, della Costituzione. Se Mattarella dovesse scegliere l’ipotesi del mandato”, aveva aggiunto, “allora forse bisognerebbe ripartire dalle elezioni del 2018 ed affidare il mandato ad un esponente del centrodestra, perche’ sarebbe piu’ affine alla volonta’ popolare”. 
” Se si vuole far ripartire il governo ed il Paese, se qualcuno mi dice ‘ragioniamo perche’ dei no diventano dei si’, miglioriamo la squadra ed il programma, diamoci un tempo ed un obiettivo’, noi ci siamo.
 Ho sempre detto che sono un uomo concreto, non porto rancore, non guardo mai indietro, ma avanti” uscendo dal salone delle vetrate  il leader della Lega, Matteo Salvini
“L’Italia non puo’ permettersi di perdere tempo, non puo’ avere un Governo che litiga e con posizioni distanti”, il Governo e’ caduto per i “troppo no” del Movimento 5 Stelle e “oggi la via maestra non possono essere manovre e giochini di palazzo o governi ‘contro’, sono e dovrebbero essere le elezioni”. Evidente l’apertura di  Matteo Salvini ad un nuovo accordo di Governo con M5S: “In questi giorni – ha detto – abbiamo letto che alcuni dei ‘no’ che ci hanno portato a dire basta sarebbero diventati dei ‘si”, alcune riforme ferme sarebbero al miglio finale e addirittura parlamentari 5 Stelle che sosterrebbero una manovra economica coraggiosa, espansiva e importante. Se qualcuno mi dice ‘ragioniamo, miglioriamo la squadra, miglioriamo il programma, diamoci un tempo e un obiettivo non ‘contro’ ma ‘per’, io sono uomo concreto e quindi non porto rancore, guardo avanti e mai indietro”, ha sottolineato Salvini. 
Sono in corso delle interlocuzioni per costituire una maggioranza solida” la posizione di Luigi Di Maio, senza mai nominare né il Pd né la Lega. “Noi non lasciamo la nave affondare, non lasciamo che a pagare questa crisi siano gli italiani”. Il voto, prosegue Di Maio, ”è una ipotesi che non ci intimorisce affatto. Al contrario, siamo stati noi a dire che quando i cittadini possono esprimersi è sempre una vittoria per la democrazia”. “Ma il voto, aggiunge Di Maio,  non può essere una fuga dalle promesse fatte dagli italiani. E noi abbiamo ancora tante promesse da realizzare”. E ancora: “I cittadini che ci hanno votato il 4 marzo, l’hanno fatto per cambiare l’Italia, non il Movimento 5 Stelle, e penso anche che il coraggio non è di chi scappa ma di chi prova fino in fondo a cambiare le cose, anche sbagliando con sacrificio e provando a fare le cose”. Di Maio propone quindi “dieci punti che secondo noi vanno realizzati in questa legislatura”:
Molto ambiguo il leader del Movimento 5 Stelle che non chiude definitivamente con la Lega  e non sceglie il pd che aveva bocciato uno dei loro punti programmatici vale a dire il taglio dei parlamentari. Si vedrà se il tempo concesso dal Quirinale sarà sufficiente per dare un governo al paese o scivolare verso le elezioni anticipate.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *