Solo chiacchiere e distintivo, Salvini non ha i numeri per decidere la sfiducia a Conte

di COLOMBA MONGIELLO

Salvini perde il primo round della crisi: non sarà lui a decidere i tempi e i modi, il parlamento si riprende il suo ruolo e il 20 agosto il Senato discuterà della mozione di sfiducia presentata dalla Lega dopo aver ascoltato le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e il giorno dopo si replicherà alla Camera dei Deputati. 
Si è presentato in aula il ministro dell’Interno,  ha parlato dai banchi del suo gruppo con il ministro dell’agricoltura Centinaio a fargli da claque, si messo la camicia buona e ha cominciato il suo intervento rivolgendosi direttamente al gruppo del partito democratico provocando i senatori accusati di aver interrotto loro malgrado le ferie mentre lui era a lavorare.  Dai  banchi del pd si scatenava la bagarre visto che Salvini sia da parlamentare europeo che da senatore vanta il triste primato di essere perennemente assente dalle aule parlamentari . il Senato solo qualche giorno fa ha chiuso i battenti mentre lui era a spassarsela al Papeete beach di Milano Marittima. 
Nel suo intervento cita più di 10 volte l’ex premier Matteo Renzi reo di aver portato il paese al disastro e di preparare il ribaltone con i suoi ex alleati per salvare la sua poltrona. “  L’Italia vuole avere certezze e la cosa più trasparente e’ dare la parola al popolo, il cuore del suo discorso. “Ho sentito l’amico Di Maio ribadire che prima del voto dobbiamo votare il taglio dei parlamentari e allora si tagliano i parlamentari e si va subito al voto. Noi ci siamo e la settimana prossima tagliamo i parlamentari e andiamo al voto. La parola agli italiani. Noi siamo pronti. Prima si vota e prima si sterilizzano gli aumenti dell’IVA che avete inventato voi del pd” E citava alcune dichiarazioni di esponenti di categorie produttive che vogliono il voto al più presto, ovviamente tutte rappresentative del Lombardo Veneto. Le sue provocazioni  surriscaldavano l’aula e la presidente Casellati ha faticato non poco  a ristabilire l’ordine. E intanto il leghista usciva dall’aula senza ascoltare gli altri interventi e spiegava ai giornalisti la sua proposta per lasciare una porta aperta ai grillini. 
E qui esplicitava meglio la sua proposta: “ Tagliamo 345 parlamentari e poi come ha ripetutamente detto Di Maio andiamo subito al voto. Poi se di nascosto ci sara’ un accordo Renzi-Grillo lo spiegheranno agli italiani”. La legge costituzionale che taglia i parlamentari “entra in vigore dopo 5 mesi e in caso di scioglimento anticipato delle camere la legislatura entra in vigore nelle legislatura successiva”, ricorda Salvini. “Si vota con questa legge elettorale e con questo numero di parlamentari, e’ previsto dalla legge. Siccome la parola vale, giura il ministro dell’Interno, ci siamo presi un impegno perché’ senza l’ok della Lega il ‘taglia parlamentari’ non sarebbe passato. Abbiamo accettato la sfida, adesso vediamo che dice Luigi Di Maio. Mi aspetto coerenza e dignita’. Se poi uno taglia e poi fa l’inciucio con Renzi lo spieghera’ al paese”.  Prendeva tempo il capogruppo dei 5 stelle intervenendo in aula al senato aspettando che il capo del movimento rispondesse a Salvini  e qualche minuto dopo via Facebook Di Maio scriveva: “  Voglio darvi una buona notizia, dopo le proteste dei cittadini nelle piazze e sui social la Lega ha ceduto sul taglio dei parlamentari, una riforma del Movimento 5 Stelle e che il Paese aspetta da anni. Settimana prossima tagliamo 345 parlamentari” commentando quanto detto dal leader leghista Matteo Salvini in aula . “Sono ancora seriamente preoccupato – ha pero’ aggiunto Di Maio – per milioni di famiglie italiane e per il rischio che aumenti l’Iva. Non comprendiamo ancora le ragioni di tutto questo caos improvviso, in pieno agosto, senza senso. Nessuno capisce i motivi di chi sta tentando di portare l’Italia sull’orlo del precipizio mentre i cittadini, invece, chiedono giustamente risposte. Ma l’ho gia’ detto: ognuno e’ artefice del proprio destino e certe cose si pagano. Il Movimento si e’ sempre comportato con correttezza e lealta’, facendo il meglio per gli italiani. Ci basta sapere questo”. Di Maio ha poi rilanciato su un altro tema caro al Movimento, e cioe’ il taglio degli stipendi dei parlamentari: “Ho sentito dire ai leghisti, in un momento di euforia, che taglieranno anche gli stipendi dei parlamentari. E’ giusto pero’ che i cittadini sappiano che una proposta in tal senso gia’ c’era, e’ nostra e la Lega l’ha bloccata per un anno. Solo uno stupido pero’ non cambia mai idea. Si può’ cambiare idea una e, come in questo caso, anche due volte, per carità’. Abbiamo fatto 30, facciamo 31. Tagliamo 345 parlamentari ,  prosegue, contestualmente dimezziamo anche gli stipendi di deputati e senatori. Facciamolo subito. In ufficio di presidenza della Camera abbiamo ancora la maggioranza, non serve neanche convocare le Camere. Bastano un paio d’ore e buona volonta’. 20 deputati”. Riguardo al voto , “ il Movimento 5 Stelle e’ nato pronto, ma e’ il presidente della Repubblica il solo ad indicare la strada per le elezioni. Gli si porti rispetto”. 
Il dem Marcucci intervenendo in aula per il Partito Democratico rispondeva punto per punto alle obiezioni di Salvini ma era sempre Renzi a dettare la linea del partito democratico e a riprendersi la scena politica con la proposta di aprire ai 5 stelle e  dopo il voto scriveva su Facebook: “ Salvini ha provocato una crisi assurda. Ha chiesto un voto in Parlamento e ha perso. Il tabellone del Senato parla chiaro. In un Paese civile quando si perde una sfida politica, ci si dimette: fa male, lo garantisco, ma è giusto così”. . “Salvini tiene troppo alla poltrona e al suo staff pagato dal contribuente: dunque non si dimette e torna sul taglio dei parlamentari che ancora ieri definiva ”SalvaRenzi”: secondo me l’eccesso di mojito inizia a fare effetto , aggiunge Renzi “Chi gli vuole bene, lo faccia riposare. E poi lo faccia dimettere. Perché quando si perde, ci si dimette: io ci sono passato, so che fa male, ma è giusto così. Vai a casa, omonimo. O in spiaggia. Ma lascia il Viminale, hai perso”.
Dopo  il voto del Senato, la parlamentarizzazione della crisi di Governo si consumerà tutta in tre giorni. Si inizia martedì 20 agosto, quando alle 15 si riunirà l’Aula del Senato per ascoltare le comunicazioni di Conte. Sulle comunicazioni del premier, come prevede il regolamento, possono essere presentate e votate delle risoluzioni. Due le opzioni: Conte attende il voto e solo dopo decide il da farsi. Conte non attende il voto e va direttamente al Colle a rassegnare le dimissioni nelle mani di Sergio Mattarella. Anche l’Aula della Camera è pronta ad ascoltare le parole del presidente del Consiglio in Aula: appuntamento fissato per mercoledì 21 agosto alle 11,30. Il giorno successivo, giovedì 22 agosto, probabilmente nel pomeriggio, l’Aula di Montecitorio è stata convocata per il voto finale sulla riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari 
L’ipotesi su cui molti scommettono è che Conte si presenti martedì prossimo al Senato, pronunci  il suo intervento, e poi si rechi da Mattarella. Se questa sarà la strada scelta dal premier, verranno automaticamente meno le comunicazioni alla Camera, e con le dimissioni di Conte potrebbe saltare l’Aula di giovedì sulle riforme. Nel frattempo rimane in campo nel dibattito della crisi  il ‘ lodo Bettini’ per un governo di legislatura, che resetti la maggioranza e si ricominci da dove si era partiti dopo il risultato elettorale. La proposta dem  ha finito di compattare il partito democratico e bisognerà capire cosa faranno le altre forze in capo. Ieri è andato in scena l’ipotesi di uno schieramento di governo che può avere i numeri per proseguire. Salvini ha tentato la mossa disperata per accattivarsi il Movimento 5 Stelle  e si capirà meglio nei prossimi giorni cosa farà e dirà l’avvocato del popolo reduce da un bagno di folla a Foggia con i suoi concittadini che gli hanno chiesto di continuare il suo lavoro nell’interesse del paese.

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