Crisi di governo, le grandi manovre guardando al Colle

di COLOMBA MONGIELLO

Nella domenica più calda dell’anno la temperatura della politica diventa bollente con Matteo Salvini che dal suo beach tour dàa ‘lo sfratto a Conte, presenta una mozione di sfiducia per parlamentarizzare la crisi e spinge per andare alle elezioni subito senza fare i conti con le iniziative che assumerà il presidente Mattarella che aspetta la calendarizzazione della mozione di sfiducia al Senato, la sfiducia di questo governo e eventualmente intervenire nell’ambito delle sue prerogative per guidare la successione all’avvocato del popolo e in mancanza di accordi guidare il paese verso le elezioni anticipate.
Se fino a qualche giorno fa le elezioni anticipate sembravano l’unico sbocco alla crisi del Governo gialloverde, le posizioni di molti leaders politici che aprono ad un eventuale governo istituzionale lasciano aperta la soluzione della crisi. Ma è soprattutto il partito democratico a spaccarsi su una eventuale ipotesi di sostegno ad un governo del Presidente o di scopo visto che il segretario Nicola Zingaretti esclude qualunque tipo di accordo e l’ex premier Matteo Renzi che controlla ancora i gruppi parlamentari dem e che oggi rilancia con un’intervista ai maggiori quotidiani: “Dopo aver messo i conti a posto, si vada a votare e  assicuro che noi e i Cinque Stelle staremo da due parti diverse”, – dice l’ex premier. – “Non vado a mangiare la pizza con Grillo nemmeno se mi pagano. Ma Salvini ha rovinato l’estate agli italiani aprendo una crisi di governo dalle spiagge con le cubiste. Il governo è un fallimento, ma la scelta dei tempi porta la Borsa a bruciare miliardi, lo spread a volare e all’aumento dell’Iva al 25%. E’ folle”. Renzi, si dice anche “convinto che ci sia una maggioranza per un governo Istituzionale che salvi l’Italia. Chi dirà ‘no’, si assumerà la responsabilità davanti al Paese di consegnare alla destra estremista il futuro dei nostri figli”.
E Zingaretti si vede costretto a ribadire il no della segreteria pd a qualunque tipo di accordo con i 5 stelle. Se il pd si spacca 
il ‘lodo Grasso’ dal nome dell’ex presidente del Senato prende corpo e attende solo l’ok di Zingaretti e spera in chi in Forza Italia ha paura del voto anticipato. Il leader di Leu, avrebbe sentito a 24 ore dalla conferenza dei capigruppo, convocata per lunedì alle 16 dalla presidente Elisabetta Alberti Casellati, il segretario dem. Zingaretti, dopo aver detto ‘no’ a un governo con i 5Stelle e aver ribadito la sua assoluta convinzione che l’Italia deve tornare al voto, sui regolamenti del Senato ha voluto entrare nel dettaglio. Un lungo colloquio durante il quale l’ex magistrato, forte della sua esperienza di presidente di Palazzo Madama, avrebbe messo in guardia il capo del Nazareno sui rischi della capigruppo e sui risvolti regolamentari delle scelte che vengono prese in conferenza. L’operazione lanciata da Grasso sulla mozione di sfiducia presentata dalla Lega al premier Giuseppe Conte, avrebbe assicurato il leader di LeU a Zingaretti, non vuole gettare le basi per un eventuale governo fondato su maggioranze alternative. Non  si tratta di dichiarare fedeltà a Luigi Di Maio, ha piuttosto come obiettivo quello di ridimensionare  Matteo Salvini e consegnare la direzione della crisi al capo dello Stato, Sergio Mattarella. Dopodiché le possibilità sono molteplici e saranno gestite “dalle mani sagge e prudenti del presidente della Repubblica, sarà lui a valutare cosa fare”. Grasso non nega che preferirebbe un governo istituzionale, anche con un Conte bis o un Tria, ma questo, precisa, non è il momento di suggerire “niente a nessuno”. Ora è necessario che tutte le opposizioni (compresi i partiti di centrodestra) escano dall’aula al momento del voto sulla mozione di sfiducia evitando così di “trasformarci nei ‘volenterosi carnefici’ al servizio di Salvini”. Guadagnare tempo e rinviare così il voto, permettendo a Mattarella, di gestire in modo diverso la crisi, anche una settimana basterebbe per chiudere la partita del Commissario Ue. Il premier Conte dovrebbe ovviamente dimettersi, ma non essendo stato sfiduciato dal Parlamento potrebbe farlo dopo il 26 agosto, partecipare quindi il 24 agosto al G7 a Biarritz, incontrare Ursula von der Leyen e consegnarle il nome del commissario italiano, che a quel punto sarebbe un tecnico. Si vedrà oggi in sala Pannini al Senato se lo schema Grasso funzionerà o se i capigruppo lavoreranno per sfasciare tutto e tornare rapidamente al voto.

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