Salvini continua a fare il tipo da spiaggia e apre la crisi balneare

di COLOMBA MONGIELLO

Tanto tuonò che piovve: Matteo Salvini con un comunicato stampa sfiducia il presidente Conte e apre la crisi di governo. Dopo una intensa giornata in cui  sono circolate le voci di rimpasto o di crisi, il leader del carroccio dopo un’ora di confronto a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte via mezzo stampa fa conoscere le sue intenzioni che aveva già comunicato al premier: “Andiamo subito in Parlamento, dice Salvini, per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori. Secondo Salvini  “ è inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, come nelle ultime settimane, gli italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di ‘Signor No”. “ Al voto più rapidamente possibile, dunque, senza “rimpasti o governi tecnici”. La nota di Salvini  mette fine alle fibrillazioni seguite alla spaccatura della maggioranza sulle mozioni sulla Tav  in Senato. Col passare delle ore si  profilava  la chiara volontà del leader  leghista di staccare la spina all’esecutivo giallo-verde con i penta stellati che nel timore di rimanere schiacciati si affrettavano a dichiarare: “Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari”. Conte , che ha festeggiato nel peggiore dei modi il suo compleanno, in mattinata  era salito al Quirinale per un colloquio col presidente  per fare “il punto della situazione”, senza parlare di una eventuale crisi né di dimissioni. Un incontro al buio in attesa delle decisioni di Salvini. il premier dovrà dunque  tornare da Mattarella per avviare il percorso della crisi con un parlamento già chiuso per la pausa estiva e  che  dovrà essere riconvocato a domicilio con un preavviso ai parlamentari  di 48 ore.
E in serata giungeva la dichiarazione di Luigi Di Maio che rilanciava:  “Noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci e’ mai interessato nulla, ma una cosa e’ certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze”. “Ad ogni modo c’e’ una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari – aggiunge -. E’ una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti. Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, a questo punto cogliamo l’opportunità’ di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Il mio e’ un appello a tutte le forze politiche in Parlamento: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto”.
Sa bene Di Maio che una volta approvata la legge sulla riduzione dei parlamentari occorre rivedere la legge elettorale per ridisegnare i collegi. Operazione che richiede tempo e non si sa con quale maggioranza si possano approvare le modifiche. 
Sergio Mattarella ha convocato il presidente della Camera, Roberto Fico, per un esame della situazione politica e per valutare con lui gli eventuali tempi di riconvocazione della Camera – convocata per il 9 settembre – e, in caso di qualunque tipo di comunicazione, dovrebbe essere riaperta prima del termine previsto. Nulla è stato deciso perché si attendono gli sviluppi del confronto all’Interno dell’esecutivo però è meglio tenersi pronti, il consiglio di Mattarella. Non e’ salita al Colle il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati.  Al centro del colloquio, chiesto dal presidente della Camera, le modalità’ e le tempistiche di convocazione delle Camere in caso di eventuale crisi di governo. Va ricordato, infatti, che entrambi i rami del Parlamento sono attualmente in ferie: il Senato da oggi e la Camera dal 1 agosto. Dunque, nel caso in cui la situazione dovesse precipitare ulteriormente e fosse necessario ‘parlamentarizzare’ la crisi, occorrono tempi tecnici per la convocazione delle Camere, in modo da dare la possibilità’ a deputati e senatori di far rientro a Roma.

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