Di Maio e Salvini si parlano: “Andiamo avanti”. Mattarella chiede unità

di COLOMBA MONGIELLO

Dopo la performance in solitaria di Giuseppe Conte nell’aula del Senato con la sua maggioranza in fuga dall’aula per l’informativa sui rubli russi alla Lega,  è il giorno del dialogo tra i due azionisti di governo che si sono visti per più di un’ora a Palazzo Chigi  per fare il punto sulla situazione politica. Matteo Salvini e Luigi di Maio non si incontravano dall’11 luglio scorso, quando avevano partecipato ad una riunione per l’autonomia  rafforzata. Come al solito è Salvini  ad esternare alla fine del pranzo:: “Conte dice di andare avanti? Sono d’accordo. L’incontro è andato bene”.Devono aver suscitato qualche preoccupazione le ricostruzioni di qualche giornale che vedono il premier Conte giocare a tutto campo per crearsi una maggioranza alternativa in caso di crisi di governo. Il suo intervento al senato con la voglia annunciata di parlamentarizzare la crisi di governo sara’ stato visto dai due vicepremier come un tentativo di liberarsi dall’abbraccio mortale dei leghisti da un lato e da un tentativo di autonomia dal movimento che l’aveva designato dall’altro.  Il consenso più alto del premier rispetto a Matteo Salvini sta spingendo Conte ad avere un profilo sempre più autonomo e la sua decisione sulla TAV, la madre di tutte le battaglie dei grillini,  ha spinto nell’angolo Luigi Di Maio contestato dagli ortodossi del suo movimento perché non ha tenuto il punto fermo contro la TAV e perché ha deciso all’ultimo minuto di richiamare i suoi dall’aula mentre parlava Conte. Scarne le dichiarazioni dei due vicepremier, nessuna diretta Facebook. Il premier Conte invece nello stesso momento era a pranzo fuori da Palazzo Chigi dopo un incontro con i ministri Stefani e Bonissoli sulle autonomie rafforzate. E ai giornalisti  che lo hanno incontrato ha detto: “Dobbiamo lavorare, non chiacchierare”.Ma ieri era soprattutto l’intervento di Sergio Mattarella alla cerimonia del ventaglio che precede la pausa estiva dei lavori parlamentari a far riflettere la maggioranza di governo. La frase di Conte, che ha annunciato il suo ritorno in Aula se qualcuno volesse mettere fine a questa esperienza di governo – la cosiddetta “parlamentarizzazione” della crisi – la risposta di Salvini sui “giochi di palazzo”, polemiche sottovoce su cosa farebbe il presidente se scioglie o meno le camere  sono state smentite clamorosamente dallo stesso presidente: “È superfluo – dice Mattarella – ribadire che il Quirinale non compie scelte politiche che competono alle forze politiche in Parlamento. Il presidente della Repubblica è arbitro, garante della rete istituzionale”. Le parole di realismo del presidente mettono fine a qualunque interpretazione e quindi la palla rimbalza alla maggioranza di governo. La bacchettata di Mattarella a degli alunni indisciplinati dovrebbe servire a mettere fine ai toni da continua  campagna elettorale dei due vicepremier, che produce tensioni sui mercati in un momento delicato per il paese che si accinge tra qualche settimana a preparare la manovra d’autunno con la sterilizzazione dell’IVA dopo che il governo era riuscito a convincere Bruxelles di evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo. Quindi l’invito del presidente a una “fattiva collaborazione” e al rispetto dei ruoli al fine di “assicurare un buon andamento della vita nazionale”. Il colle non   deve aver gradito lo spettacolo offerto in aula al senato col premier solitario che parlava in aula, un vicepremier al Viminale e l’altro che esternava su Facebook che sta diventando sempre più la terza camera di questo governo. Pare ovvio che si chiude la finestra del voto a settembre con la paura per molti parlamentari di andare a casa. Le simulazioni fatte dai sondaggi sti vedono il Movimento 5 Stelle conquistare non più di quaranta seggi e sarà questo il motivo dell’incontro di oggi tra i due vicepremier con il tentativo di Luigi Di Maio di andare in aula a cercare i voti per bloccare la TAV sapendo che ci sarebbe una maggioranza trasversale che voterebbe a favore. La sua è la mossa disperata di chi è nell’angolo stretto a tenaglia dagli ortodossi che dopo Ilva e TAP vedono un’altra barriera cadere. Conte ieri è andato a pranzo da solo fuori da palazzo Chigi proprio per rimarcare la distanza dal pranzo che stava avvenendo in quel momento tra i due vicepremier a pochi metri di distanza dal suo ufficio. E quando il capo del governo, rientrando sempre a piedi in una giornata caldissima per la capitale si ferma a parlare con i giornalisti commenta tranquillo: “Che io possa andare in Parlamento a cercare una maggioranza alternativa quando invece andrei in Parlamento per trasparenza nei confronti dei cittadini e rispetto delle istituzioni, è una cosa assolutamente fantasiosa”, forse si riferiva al fatto  che non ha alcuna intenzione di fare un suo partito. L’avvocato del popolo italiano nonostante le continue smentite gioca una partita in proprio sapendo che il partito che lo ha espresso ha più che dimezzato i suoi consensi e nonostante le bizzarrie e le continue liti degli alleati di governo il suo consenso rimane alto. Almeno per ora. 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *