Autonomia, è scontro tra regioni. E col Governo

di COLOMBA MONGIELLO

Scontro durissimo tra il premier Giuseppe Conte e i governatori del nord che traccia un solco ancora più profondo in un governo diviso su tutto anche geograficamente che potrebbe preludere ad una crisi  di governo. E l’incidente che potrebbe portare la Lega al ribaltone di cui si parla da giorni e’ il dossier sulle Autonomie, sul quale la pressione del Nord su Salvini e’ fortissima. Lo scontro sul tema autonomie corre sul filo delle lettere ai giornali. Apre le danze Giuseppe Conte con una lettera pubblicata sul Corsera in cui stizzito rigetta gli insulti da parte dei governatori, rivendica il lavoro fatto e assicura che incontrera’ i governatori. La replica dei governatori Attilio Fontana e Luca Zaia non si faceva attendere: “Siamo feriti dalle parole di Conte, non firmiamo una farsa, vogliamo una vera Autonomia”. Lettera della quale Conte, spiegano a Palazzo Chigi, prende atto registrando almeno  un cambio di toni dopo le forti polemiche dei giorni scorsi. . I due governatori di centro destra sanno di avere  Salvini dalla loro parte.  Il dossier Autonomia e’ un tema delicato per il leader del Carroccio , deve cercare di mettere d’accordo le ragioni del nord che sono la spina dorsale del suo partito e la terra di conquista del mezzogiorno dove i consensi ad ogni tornata elettorale sono in netto aumento. Martedì pomeriggio è previsto un vertice  a Palazzo Chigi prima di prendere una decisione sull’Autonomia. Il confronto riprende con i due tavoli tecnici cui prenderanno parte i ministri interessati, uno sulle sovrintendenze con Alberto Bonisoli, e quello sul lato finanziario delle intese tra Stato e Regioni, cui partecipera’ il titolare del Tesoro, Giovanni Tria.’. Pare che proprio  martedì Salvini  non sia a Roma. Sono giorni che Salvini riceve  pressioni dai suoi per aprire la crisi e ribaltare la maggioranza sull’onda dei sondaggi che nonostante la vicenda dei rubli dalla Russia vedono accrescere il suo consenso. Del resto i rapporti con il presidente del consiglio sono quasi inesistenti e i continui scontro con l’altra forza alleata di governo non depongono a favore di una rapida soluzione tra i firmatari del patto di governo. Da giorni membri del governo preferiscono  esternare alla stampa  piuttosto che risolvere le controversie all’interno del consiglio dei ministri . “ Le minacce di crisi a mezzo stampa, che arrivano un giorno si’ e l’altro pure, cominciano a infastidire”,  fanno trapelare da palazzo Chigi  e  il premier Conte, al di la’ delle minacce, lavora febbrilmente”, ricordando l’agenda fittissima di riunioni che Conte ha avuto e avrà’ nei prossimi giorni, quando vedrà’ pure le parti sociali. Il governo, si sottolinea a Palazzo Chigi, per il premier va avanti perché’ ci sono tante cose da fare per l’Italia. Il leader pentastellato che ha incassato la norma sugli insegnanti scelti non su base regionale nel testo sulle autonomie prepara un’offensiva sul taglio dei parlamentari, riforma centrale che, secondo il Movimento, potrebbe essere il vero motivo di rottura della Lega. Il testo sulle autonomie è nel contratto e  per i Cinque Stelle va fatta, ma bene, e la rivolta dei governatori non e’ altro che l’apertura di un fronte interno alla Lega. E in tutte le dichiarazioni della giornata Di Maio evita di intervenire sul punto e tutte le dichiarazioni le dedica al salario minimo, tema sul quale finisce sotto attacco della Lega. “Chi frema il provvedimento pugnala i lavoratori”, avverte il vicepremier M5s che annuncia  correzioni al testo nei prossimi giorni”. Nessuna notizia invece su eventuali riunioni tra il premier, o Di Maio, e Salvini. Ed e’ a Conte che, in questi giorni, il leader della Lega punta con forza, tanto da aver messo momentaneamente da parte anche il tema rimpasto infastidito da alcune ricostruzioni della stampa che vedrebbero il  premier indaffarato a costruirsi un suo movimento forte del consenso personale. Cosi’ come secondario, al momento, appare il dossier del commissario italiano in Ue, al quale la Lega comunque non ha rinunciato. Sarà una settimana cruciale quindi quella che si apre: martedì vertice a Palazzo Chigi sul testo delle autonomie.  Mercoledì sarà la volta  dell’informativa di Conte sui fondi russi alla Lega in aula al Senato e giovedì il possibile Cdm che potrebbe sancire una tregua o l’eventuale crisi di governo.

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