Russiagate, se Salvini non parla potrebbe farlo Conte

di COLOMBA MONGIELLO

La vicenda Russiagate tiene in ansia il governo e Salvini alla fine deve cedere alle pressioni dell’opposizione e presentarsi al question time alla Camera per rispondere alle numerose domande che vengono dell’opposizione e non solo. Il partito democratico  a lungo ha contestato la forma scelta dal ministro per rispondere del caso che da giorni scredita mezzo governo e non si accontenta della forma scelta da Salvini che non consente dibattito in aula. E il Movimento 5 stelle potrebbe convergere sulla richiesta del Pd per far venire il presidente del Consiglio, Conte, alle Camere per riferire sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega. Il pd era persino arrivato ad occupare  la commissione parlamentare per costringere Salvini a intervenire sul cosiddetto ‘affaire Metropol’, ma il Carroccio a questo punto attende le prime mosse del premier e del Movimento 5 stelle. C’è gelo con palazzo Chigi dopo la forzatura dei giorni scorsi sulla convocazione di Salvini di 43 sigle sindacali per definire i contorni della manovra economica di fine anno. Per Conte era stato un vero e proprio affronto che lo aveva costretto ad intervenire via mezzo stampa per ribadire la centralità delle decisioni sulle questioni economiche a palazzo Chigi. Ma il Movimento 5 stelle non intende arretrare e nel frattempo ha depositato una proposta per istituire una commissione d’inchiesta sul finanziamento ai partiti. 
Tanti i dossier aperti sul tavolo di governo. Domani la Lega dovrebbe tenere un incontro sulla riforma della giustizia mentre venerdi’ e’ in programma un vertice a palazzo Chigi sull’autonomia, per sciogliere il nodo dell’istruzione. Su questo punto sono pronte le barricate da parte delle regioni del sud. Sempre domani si riunira’ anche la commissione di vigilanza Rai: non dovrebbe essere votata la proposta di FI  che invita l’Ad della Rai Salini ad aspettare la presentazione del piano industriale prima di procedere sulle nomine. Sul tavolo c’e’ la proposta dell’abolizione del canone, ma nella Commissione si sta lavorando anche ad un codice etico per i dipendenti dell’azienda per evitare che i giornalisti possano postare  sui social temi politici. Domani  ci sono anche  le dimissioni di Gianluigi Paragone da capogruppo M5s in Commissione. Il senatore ha inviato una lettera ai vertici della Vigilanza informando di voler restare un semplice membro dell’organismo. E mentre i pentastellati e i leghisti si scontrano sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega, Di Maio sta cercando di riorganizzare il Movimento. Il capo politico M5s ha lanciato il “Team del futuro”. Ai facilitatori sara’ assegnata una specifica materia con un mandato di tre anni. La novita’ piu’ importante e’ l’apertura del Movimento alle liste civiche. Nessuna decisione invece sul vincolo dei due mandati. Molti parlamentari si aspettano la decisione della deroga così come è avvenuto per i consiglieri comunali.
In pratica la piattaforma Rousseau sara’ chiamata a votare la sua squadra…”. Intanto si stanno organizzando anche gli ex pentastellati. Tra Camera e Senato lavori in corso sulla costituzione di un coordinamento dei fuoriusciti, in modo da fare opposizione a cominciare dall’autonomia.  Al senato saranno determinanti e la manovra di autunno si avvicina.

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