Via libera del Senato al taglio dei parlamentari

Via libera dal Senato in seconda deliberazione, con 180 voti favorevoli, 50 contrari e nessun astenuto, al disegno di legge costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari. Il provvedimento torna ora alla Camera per la quarta e ultima lettura.Il disegno di legge costituzionale prevede un numero di 400 deputati e di 200 senatori elettivi, con una riduzione del 36,5% rispetto alla composizione attuale. Il ‘taglio’ parte dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della legge. Con la riduzione il numero degli abitanti rappresentati da un deputato aumenta così da 96.006 a 151.210. Il numero di abitanti per ciascun senatore aumenta da 188.424 a 302.420.Diminuisce anche il numero degli eletti all’estero, che saranno 8 deputati (anziché 12) e 4 senatori (anziché 6). La riduzione percentuale è simile a quella operata per l’Italia per non variare in misura significativa l’incidenza numerica della rappresentanza della Circoscrizione Estero. Per il Senato, la riduzione di formato numerico complessivo comporta la riduzione degli eletti per Regione. Tale numero minimo regionale (o per ciascuna Provincia autonoma) è previsto dal disegno di legge pari a 3 (anziché 7). Immodificata la previsione vigente relativa al Molise(2 senatori) ed alla Valle d’Aosta (1 senatore).Il taglio si ripercuote sull’organizzazione interna delle Camere. Ad esempio, le quattordici Commissioni permanenti del Senato si compongono di circa 14 senatori ciascuna. E la soglia numerica per la costituzione di un Gruppo parlamentare comporta una variazione in termini di rappresentatitivà. Ancora, per l’elezione del Presidente della Repubblica, ci saranno 600 parlamentari ai quali si devono aggiungere i 58 rappresentanti delle Regioni (tre delegati per ciascuna Regione; un solo delegato per la Valle d’Aosta). Non considerando i senatori a vita, le maggioranze richieste dall’articolo 83 della Costituzione sarebbero così rideterminate: 439 voti necessari ai primi tre scrutini (due terzi dell’Assemblea); 330 voti dal quarto scrutinio (maggioranza assoluta), essendo il numero degli elettori pari a 658 (400+200+58).La riduzione del numero dei parlamentari si ripercuote ovviamente sulla legislazione elettorale. La disciplina vigente ha determinato per la Camera dei deputati, 232 collegi uninominali e 63 collegi plurinominali; per il Senato, complessivi 116 collegi uninominali e 33 collegi plurinominali. Il disegno di legge costituzionale non interviene comunque su questa materia, la quale è rimessa alla legislazione ordinaria. L’articolo 3 del disegno di legge incide sull’articolo 59, secondo comma, della Costituzione, prevedendo espressamente che il numero di cinque senatori a vita nominati per alti meriti dal Presidente della Repubblica, sia numero massimo riferito alla permanenza in carica di tal novero di senatori.
La proposta di legge costituzionale dispone dunque, per ciascuno dei due rami del Parlamento, una riduzione pari in termini percentuali al 36,5% degli attuali componenti elettivi. A seguito della modifica muterebbe, quindi, il numero medio di abitanti per ciascun parlamentare eletto. Per la Camera dei deputati – spiega il centro studi di Camera e Senato – il rapporto aumenterebbe da 96.006 a 151.210. Il numero medio di abitanti per ciascun senatore cresce, a sua volta, da 188.424 a 302.420 (assumendo il dato della popolazione quale reso da Eurostat). LE REGIONI Per quanto riguarda Palazzo Madama, il taglio inevitabilmente comporterà la riduzione del numero minimo di senatori eletti per Regione. La proposta di legge M5s individua tale numero minimo alla luce della riduzione a 200 del numero di senatori eletti – in tre senatori per Regione o provincia autonoma, lasciando al contempo immodificata la previsione vigente dell articolo 57, terzo comma della Costituzione relativa alle rappresentanze del Molise (due senatori) e della Valle d Aosta (un senatore). PARLAMENTARI ESTERI Per quanto riguarda gli eletti nella circoscrizine estero, il numero potrebbe cambiare in questo modo: 8 deputati alla Camera (anziché 12) e 4 senatori al Senato (invece degli attuali 6)

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