M5S: Stop a concessioni è dovere morale

“Nel caso di Autostrade il sacrosanto stop agli aumenti delle tariffe non può bastare. Come governo abbiamo il dovere di sottrarre le autostrade italiane dalle mani di chi ha guadagnato cifre mostruose senza investire adeguatamente nella manutenzione e nella sicurezza dei cittadini. Lo stop alla concessione pubblica è un dovere morale”. E’ quanto si legge sul blog delle Stelle, che oggi torna all’attacco, con un lungo post firmato M5S, dei
Benetton: “Alle nostre migliaia di piccole e medie imprese si chiede
di competere e di pagare costi altissimi per sopravvivere, mentre ai
Benetton si garantisce un rendita facile ogni anno, sulle spalle di un
servizio pubblico fondamentale”.
“Il ponte Morandi è stato definitivamente demolito e presto comincerà
l’opera di ricostruzione – esordiscono i 5 Stelle nel blog – ma
l’obiettivo fondamentale, oggi come ieri, è fare giustizia: lo
dobbiamo alle persone che hanno perso la vita, ai loro familiari, ai
cittadini che ci danno fiducia ogni giorno. Per fare giustizia occorre
punire chi ha consentito che in un Paese come l’Italia un ponte
crollasse in testa a 43 persone, uccidendole. Dal punto di vista
penale ci penserà la magistratura, ma dal punto di vista politico lo
deve fare il governo. E lo farà, perché a Genova è stata la mancanza
di manutenzione ad uccidere. Lo ripetiamo forte e chiaro, a scanso di
equivoci”.
“Abbiamo già raccontato il sistema Benetton e la convenzione vergogna
che è stata garantita alla società Autostrade per l’Italia (Aspi) dai
partiti del passato. A quasi un anno dalla tragedia, però, è bene
rinfrescare la memoria – incalza il M5S – Aspi ha incassato circa 9,5
miliardi di euro di utili da quando si chiama Autostrade per l’Italia.
Se invece si considerano i conti dal 1999, quando è stata privatizzata
la gestione della grande rete stradale, la società ha guadagnato oltre
10 miliardi. La gran parte dei quali affluiti sotto forma di dividendi
nella holding Atlantia, che li ha utilizzati per remunerare i suoi
soci e finanziare l’attività di diversificazione della società”.

“E gli investimenti? – va avanti il post – I numeri
dicono che negli ultimi anni i profitti sono cresciuti, ma gli
investimenti sono calati. Il Ministero dei Trasporti ha fatto sapere
che nel 2016 Autostrade ha incassato 3,1 miliardi con 624 milioni di
utile al netto delle tasse grazie anche all’aumento dei pedaggi. Al
casello il prezzo è salito in 10 anni del 30%. Lo stesso non si può
dire per la manutenzione. Le cifre che tutti i gestori (non solo
Autostrade per l’Italia) hanno speso in investimenti sono calate e
anche la manutenzione di base è scesa in un anno del 7%”.
“E sapete quanto ha speso Aspi per la manutenzione strutturale del
Ponte Morandi? 23 mila euro annui. Nulla. Prima della privatizzazione
del 1999, invece, si spendevano 1,3 milioni di euro tutti gli anni
sullo stesso Ponte (fonte Commissione ispettiva Ministero dei
Trasporti sulle ragioni del crollo). Questa è la tragica differenza
tra una gestione attenta agli interessi dei cittadini e una gestione
finalizzata esclusivamente al profitto privato”.
“Autostrade per l’Italia ha lucrato guadagni incredibili da
convenzioni blindate per legge, che garantivano i seguenti vantaggi:
il ritorno al costo medio ponderato del capitale oltre il 10% lordo,
corrispondente ad una rendita del 7-8% netto a fronte di rendimenti
dei titoli di Stato intorno al 2-3%. Ritorni di capitale altissimi,
fuori mercato; Condizioni capestro nel caso in cui si volesse revocare
anticipatamente la concessione, con l’obbligo per lo Stato di
risarcire al concessionario i presunti profitti che avrebbe percepito
fino alla fine della concessione (nel caso di Aspi fino al 2038)”.

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