Albania al voto per le amministrative, si temono disordini

Oltre 3,5 milioni di albanesi sono chiamati domenica 30 giugno alle urne per votare 61 nuovi sindaci e consigli comunali, in una situazione di forti tensioni politiche e timori di disordini. In quasi la meta’ dei comuni c’e’ solo il candidato della maggioranza del premier socialista Edi Rama e quindi la piu’ grande incognita non sara’ il risultato, scontato, ma la sicurezza pubblica. L’opposizione di centrodestra guidata da Lulzim Basha ha, infatti, accusato il premier socialista di gravi brogli nelle due precedenti tornate elettorali. Dallo scorso febbraio, quando i deputati dell’opposizioni rinunciarono al loro mandato parlamentare, una serie di proteste organizzate a Tirana per chiedere nelle piazze le dimissioni di Rama sono sfociate in incidenti e scontri con la polizia e la comunita’ internazionale e’ intervenuta con ripetuti appelli alla calma e una ferma condanna degli atti di violenza. La maggioranza, che sin dall’inizio ha respinto ogni ipotesi di rinvio delle elezioni, ha mantenuto il punto anche quando il presidente della Repubblica Ilir Meta, lo scorso 10 giugno, ha deciso di annullare la data delle amministrative “per offrire alle parti un’opportunita’ di dialogo”, ed decretando che il 13 ottobre e’ “l’unica nuova data legittima” per la tenuta delle elezioni. I socialisti di Rama hanno bollato il decreto del Capo dello Stato come “incostituzionale” e hanno subito avviato le procedure per la sua rimozione dall’incarico. Anche i rappresentanti della maggioranza alla Commissione elettorale centrale (Cec) hanno dichiarato di ritenere “non valida” la decisione di Meta e sono andati avanti con i preparativi per domani. Con l’impegno di “non consentire lo svolgimento delle elezioni”, i comuni gestiti dal centrodestra, hanno bloccato l’utilizzo degli spazi pubblici di loro competenza, da parte dell’amministrazione elettorale. In alcune citta’, le sedi delle commissioni elettorali di zona sono stati assaliti e i materiali destinati per il giorno del voto sono stati distrutti. La pericolosa situazione venutasi a creare ha provocato un nuovo duro intervento della comunita’ internazionale. Nelle ultime 48 ore, l’Ue, Usa, Osce e le ambasciate dei piu’ importanti paesi europei, inclusa l’Italia, hanno chiesto in coro che “il processo elettorale sia garantito, come il diritto di ogni cittadino a votare”. “Le operazioni di voto si svolgano senza alcuna forma di ostruzione. Ogni forma di violenza o di incitazione alla violenza non sara’ accettata in nessuna circostanza. Tutti gli schieramenti politici dovranno dimostrare moderazione ed evitare una retorica provocatoria”, ha detto in un suo comunicato l’ambasciata d’Italia. 

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